Saranno esposti a rotazione nel Salone de' Dugento. Da oggi i primi quattro Il sogno si avvera. Dopo essere tornati assieme a distanza di oltre 130 anni dalla loro separazione, i venti arazzi medicei delle Storie di Giuseppe. Il principe dei sogni, potranno essere ammirati sia pure a rotazione nel Salone de' Dugento, cuore di Palazzo Vecchio che i Medici elessero a reggia abbandonando il loro palazzo in via Larga, prima di trasferirsi a Palazzo Pitti. E sono aperte le prenotazioni per ammirare i preziosi capolavori. I venti arazzi saranno esposti a rotazione vista la loro delicatezza che non consente di tenerli srotolati e alla luce troppo a lungo, quattro alla volta, secondo la loro collocazione originale, nel Salone de' Duecento da oggi, dalle ore 14.30, con al massimo di 25 persone ogni 30 minuti proprio per tutelare stoffe e colori. I primi esposti sono: «Il sogno dei manipoli», «Giuseppe racconta il sogno del sole, della luna e delle stelle», «Vendita di Giuseppe», «Lamento di Giacobbe». Il Salone de' Dugento per i prossimi tre anni entrerà così nel circuito museale di Palazzo Vecchio, con un biglietto di 3 euro, distinto da quello per la visita del Museo di Palazzo Vecchio, con orari martedì, mercoledì, venerdì, sabato, domenica, ore 10-18. Gli arazzi sono tornati a Firenze grazie ad un accordo tra il Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e il Comune di Firenze, riunendo i dieci pezzi che erano a Firenze, con quelli del Quirinale (dove furono portati dai Savoia nel 1882), tutti e venti oggetto di un quasi trentennale delicatissimo restauro (quelli «fiorentini» ad opera dell'Opificio delle Pietre Dure nella sala delle Bandiere allestita appositamente dentro Palazzo Vecchio). Nel 2015 i venti arazzi furono in mostra nel Salone de' Dugento, per un evento spettacolare e di grande fascino, con l'intero Salone ricoperto dagli arazzi con disegni di Pontormo e Bronzino, che durò due mesi. «Questa serie di panni monumentali costituisce una delle più alte testimonianze dell'artigianato e dell'arte rinascimentale. Vennero commissionati da Cosimo I de' Medici tra il 1545 e il 1553 ai maggiori maestri arazzieri fiamminghi Jan Rost e Nicolas Karcher sulla base di cartoni disegnati da Agnolo Bronzino, Jacopo Pontormo e Francesco Salviati spiega Palazzo Vecchio Il ciclo si articola in venti scene, ognuna dedicata ad uno specifico episodio della storia del patriarca. La scelta del tema ha un chiaro riferimento allegorico, tracciando un parallelismo tra la vita del patriarca Giuseppe e le vicende politiche di Cosimo e, più complessivamente, della famiglia Medici».