«I cantieri degli Uffizi proseguono e si concluderanno nel 2024, ma resta il nodo Isozaki. Le autorizzazioni non ci sono e se dovessero cambiate i progetti servirebbero altri 5 anni». Eike Schmidt fa il punto sui lavori e avverte. Non si entrerà più dall'entrata del loggiato vicina a piazza della Signoria, ma da quella che guarda l'Arno. Scendendo giù verso le ex scuderie medicee, risalendo nel corridoio che ospiterà le statue dell'antichità classica, per poi uscire in piazza del Grano. Gli Uffizi si preparano a una rivoluzione che riguarderà gran parte del modo in cui si attraverserà la grande «U» che compone l'originale architettura vasariana del principale museo italiano. Ma c'è ancora da scigliere il nodo della loggia di Isozaki. Ci sarà un nuovo ampio ristorante che prenderà il posto delle ex Reali Poste e le cucine che sorgeranno sul lato di via dei Georgofili. E un doppio sistema di collegamenti verticali scale e ascensori che coprirà entrambe le ali del museo: dal 2024 non sarà più necessario tornare indietro sui propri passi, una volta conclusa la visita, per guadagnare l'uscita. «Era un aspetto su cui sentivamo particolarmente il bisogno di intervenire» ha spiegato Francesco Fortino, architetto in forze alla soprintendenza, responsabile del cantiere dei Nuovi Uffizi. Il cantiere promette il direttore Eike Schmidt vedrà la fine appunto il 2024. Per completare la prima metà dei lavori ci sono voluti 10 anni, per la prossima metà ce ne vorranno meno di 5: siamo al 60 del percorso. all'80 per quanto riguarda i lavori alla parte espositiva. Rimane aperta la questione della loggia di Isozaki: nessun passo avanti ma se arrivassero le autorizzazioni del ministero saremmo in tempo per completare la loggia prima del 2024. Senza loggia rimarrebbe un gran buco e nessuno lo vuole. Un piano B significherebbe un rallentamento di non meno di 5 anni e credo che nessun fiorentino voglia vedere le gru fino al 2030». Ora i lavori investiranno l'ala di levante composta a maggioranza da locali tecnici e in un secondo momento, a ponente, sorgerà il nuovo bookshop con 12 sale espositive. «La sfida principale specifica Fortino era migliorare gli impianti, trovare i punti dove passare con cavi e tubi è stato difficile». Ieri sono giunti in visita al cantiere esponenti politici comunali e regionali di tutti gli schieramenti: «Da tempo ci chiedevano perché ci sono ancora le gru commenta il soprintendente Andrea Pessina Era giunto il momento di far vedere loro cosa stiamo facendo». Il cantiere «ora si allarga andando a comprendere il Corridoio Vasariano, pronto nel 2021, fino al Giardino di Boboli». Le scuderie non erano mai state oggetto di visita. E sono particolarmente interessanti perché conservano i segni visibili del passaggio di cavalli e stallieri dai tempi dei duchi fiorentini. Inizialmente Schmidt voleva portare lì la parte archeologica. Poi ha capito che l'ambiente sotterraneo non era adatto, sarebbe stato necessario intervenire in modo invasivo. «Siamo partiti dall'analisi dei percorsi prosegue Fortino La scelta di usare le poste per il ristorante è dovuta alla grande domanda che rimane inevasa con il solo bar della terrazza. Schmidt ha spiegato che «è già tutto finanziato: nel 2015 abbiamo ricevuto 18 milioni ai quali vengono aggiunti 30 dei 40 dallo stralcio cultura e turismo del 2016». Gli altri 10 milioni serviranno al Vasariano. Alla fine il museo passerà da 6 mila a 12 mila metri quadrati di spazi espositivi e la capacità di accoglienza dei visitatori aumenterà da 900 a 1200.