Sacco, direttore dell'Irvapp, analizza i dati: «Bene fa l'assessore a voler rilanciare l'offerta» TRENTO. «Il numero degli ingressi non è un fattore da sottovalutare, ma non è l'unico elemento da tenere in considerazione per valutare un museo: di certo comunque fa bene un assessore, di fronte a numeri in calo, ad aprire una riflessione per trovare dei metodi per vivacizzare l'offerta di un museo». La riflessione viene da Pier Luigi Sacco, direttore del centro Irvapp (Istituto per la ricerca valutativa sulle Politiche pubbliche) della Fondazione Bruno Kessler,nonché professore di Economia della cultura presso l'università Iulm di Milano. Professore, da qualche anno il Mart fatica ad aumentare il numero dei propri visitatori: c'è qualcosa da sistemare o gli ingressi non sono un elemento così fondamentale? «Gli ingressi non sono un elemento da trascurare, un museo deve saper interessare e attirare visitatori. È chiaro tuttavia che ci sono molti elementi che contribuiscono a definire la performance di un'istituzione museale: dalla qualità dell'esperienza museale, ossia capire se le persone escono arricchite culturalmente dalla visita, quanto ricordano di ciò che hanno visto, fino al benessere psicologico generato dalla visita stessa: ci sono recenti filoni di ricerca che indagano quest'ultimo aspetto. Basti citare l'esperimento del museo delle Belle Arti di Montreal: per alcune categorie di pazienti la visita viene prescritta dal medico come parte integrante di una cura». Il Muse però riesce sempre a mantenere degli standard più alti di quelli del Mart che pure è un museo di grandissimo respiro internazionale. Da cosa può dipendere? «Non è facile interpretare i flussi, che a volte cambiano per ragioni del tutto non controllabili nè prevedibili. Il Muse e il Mart non sono però realtà paragonabili.Per un museo di scienze è più facile programmare in qualche modo i propri ingressi: il Muse, facendo un'eccezionale attività di divulgazione scientifica, offre un programma legato a una proposta educativa che ha un pubblico ben preciso cui rivolgersi. La programmazione artistica è più difficile, le mostre possono essere più o meno accattivanti e questo a prescindere dalla qualità». Ma il Mart ha bisogno di diventare più accattivante? E come? «Al Mart lavorano professionisti di altissimo livello che non hanno certo bisogno di consigli: comunque il fatto che un assessore apra una riflessione su come rivitalizzare l'offerta culturale e rilanciare il rapporto con il pubblico va preso in senso positivo».