Il Rapporto Lo stato di salute dei musei. Tengono Muse e Buonconsiglio, bene il Diocesano. L'esperto: serve qualità L'anno scorso registrato un meno 4,5, ma rispetto al 2010 il calo è stato di 91.000 persone È del 4,5 per cento il calo dei visitatori del Mart di Trento e Rovereto denunciato dall'assessore Mirko Bisesti. Si tratta di 6.098 visitatori in meno. Stazionari invece gli ingressi al Muse, che per il 2019 punta sul nuovo planetario, e Buonconsiglio. Male Castel Thun. Pier Luigi Sacco, direttore dell'Irvapp: «Gli ingressi sono importanti, ma conta anche la qualità». TRENTO. L'assessore alla cultura Mirko Bisesti lo aveva detto alla commissione provinciale competente: i dati degli ingressi al Mart sono in calo. E in effetti i numeri gli danno ragione, almeno da un punto di vista meramente matematico: nel 2018 il museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto ha totalizzato, nelle tre sedi del museo, Casa Depero e Galleria Civica, 134.990 ingressi, il 4,5 per cento in meno del 2017 quando si parlava di 141.088 visitatori. Luci ed ombre si registrano in tutto il sistema museale trentino. Il Mart Sotto la cupola di Mario Botta è qualche anno che si fatica a far lievitare i numeri. In passato è stato detto che le cifre dell'era Belli fossero fuori scala per il tipo di mostre realizzate, sicuramente di grande impatto e valore ma altrettanto costose, inconciliabili con i bilanci più magri di oggi. Quindi la decisione di puntare sulla qualità ma a costi più contenuti: che però fatica a pagare in termini numerici. Il Mart registra infatti una leggera ma costante emorragia di visitatori; erano 232.140 nel 2010, 145.797 nel 2015, 153.106 nel 2016 per scendere ancora a 141.088 nel 2017. Lo scorso anno la perdita è più contenuta, ma rimane: ci si ferma a 134.990 accessi, il 4,5 per cento in meno pari a 6.098 persone. Cifre che richiedono, secondo la nuova giunta targata centrodestra, un cambio di rotta: e di qui, lo ha detto lo stesso Bisesti in commissione, la decisione di nominare Vittorio Sgarbi alla presidenza del Mart per rilanciare l'istituzione culturale. Gli altri musei In generale tutto il panorama museale del Trentino registra luci e ombre. I dati riguardanti il Muse sarebbero da record ma in realtà il grosso incremento è «legato come spiega il direttore Michele Lanzinger a un diverso criterio di calcolo: dal 2018 conteggiamo separatamente visite e laboratori e altre attività, per cui se una persona entra al museo e poi fa due attività contiamo non uno ma 3 ingressi. Il numero di visitatori per noi è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al 2017, mentre dei miglioramenti li abbiamo nelle sedi periferiche, come il Museo dell'aeronautica Caproni e il museo geologico di Predazzo». La cifra dunque di 483.433 ingressi nella sola sede cittadina del Muse va presa con le pinze: i visitatori reali entrati dalle porte della struttura realizzata da Renzo Piano sono circa 370mila, tanti quanti nel 2017. Numeri che potrebbero però alzarsi nel 2019 con l'apertura, in primavera, di Muse H20, un planetario che avrà la forma di una molecola di acqua caratterizzato da tre sfere, una grande, l'Ossigeno, che ospiterà un teatro digitale con proiezioni sferiche e 80 sedute, e due più piccole, l'idrogeno. Migliora i propri standard il Museo Diocesano tridentino diretto da Domenica Primerano: nel 2018 gli utenti sono stati 51.893, un 9,3 per cento in più del 2017 quando si erano arrestati a 47.025. Si tratta, a ben guardare, di una delle migliori performance di sempre per l'istituzione diocesana, che, stando al report pubblicato di recente, ha visto anche 12.340 partecipanti alle attività educative e ben 143 eventi collaterali alle 5 iniziative espositive organizzate. Alti e bassi li registra anche l'insieme dei castelli gestiti dal castello del Buonconsiglio: il castello della città registra un leggerissimo incremento, pari a circa 300 unità (0,19 per cento in più) passando da 159.108 visitatori a 159.410 visitatori. Meno bene va Castel Thun, che dopo l'exploit del primo anno (nel 2010 ebbe ben 147.323 ingressi) negli anni seguenti oscillava tra i 73mila e i 78mila estimatori annui. Quest'anno si è però fermato a 70mila. In rosso anche Castel Beseno: il maniero che si affaccia sulla valle dell'Adige perde il 2,8 per cento di visitatori, mentre in recupero c'è Castel Stenico con un incremento del 2,5 per cento. Il fattore prezzo Da segnalare che il maggior numero di ingressi si registra, forse ovviamente, nella prima domenica del mese, ossia nel giorno in cui i musei aprono le proprie porte a tutti gratuitamente. Che quindi il costo del biglietto possa incidere sulle scelte dei visitatori di fare o meno una visita al museo è un elemento che il mondo politico dovrà probabilmente tenere in considerazione. Intanto nei prossimi giorni la giunta provinciale dovrebbe sciogliere le riserve sui nomi dei futuri componenti dei consigli di amministrazione dei principali musei, tra cui Mart e Muse.