Sale la tensione con i commercianti: oggi arriva la delibera sulla Ztl più lunga e con il ticket Addio a 140 dehors. È questo il numero di strutture che dovranno essere smantellate fuori dalle caffetterie e dai ristoranti del centro città. La buona notizia è che questa mattina la giunta Appendino, dopo svariate promesse e scadenze non rispettate, approverà il tanto atteso regolamento. Quella «cattiva» è che il documento non prevede la possibilità di avere i padiglioni chiusi, e quindi utilizzabili da gennaio a dicembre, in tutte le vie all'interno della zona a traffico limitato. L'unica deroga prevista è per le piazze auliche: Solferino, IV Marzo, Paleocapa, Lagrange ed Emanuele Filiberto. Ecco perché oggi 140 piccoli commercianti che lavorano nelle vie del centro, da via Lagrange a via Giolitti, dovranno prendere i propri dehors e, di fatto, smontarli. Ma l'assessore al Commercio Alberto Sacco ci tiene a sottolineare: «Sono direttive della Soprintendenza, non potevamo fare diversamente. Inizierà però un percorso di dialogo con gli esercenti e la circoscrizione Uno per trovare altre deroghe». Il nuovo regolamento vuole incentivare soprattutto l'utilizzo dei dehors stagionali, i classici arredi leggeri formati da sedie, ombrelloni, e tavolini che vengono utilizzati solo nei mesi caldi. Per farlo la giunta pentastellata ha deciso da un lato di diminuire la tassa sul suolo pubblico da 1,10 a 0,90 di aliquota; e dall'altra di semplificare anche le pratiche: addio trafile e code negli uffici comunali, ai commercianti basterà una autocertificazione. L'altra tipologia riguarda i veri e propri padiglioni chiusi tutto l'anno, con un costo fisso per la tassa di occupazione di suolo pubblico (Cosap) di 1,88, più alto rispetto all'attuale 1,45 sempre di aliquota. Torino quindi dovrà dire addio alla terza categoria che si trova nell'attuale regolamento, quella «via di mezzo» dei dehors che durano dall'inverno alla primavera ma che devono essere aperti almeno su un lato, quindi inutilizzabili per metà dell'anno. È per questo che negli anni molti commercianti hanno cercato di arrangiarsi alla meglio, trovando delle soluzioni che hanno reso le proprie strutture abusive: sono circa 800 i dehors in città di questo genere, che con il nuovo regolamento andranno smantellati. Il problema, però, è che nel documento che sarà approvato oggi dalla giunta , i padiglioni chiusi potrebbero essere insostenibili economicamente per molti esercenti torinesi. Oltre a una tassa di suolo pubblico più alta, infatti, chi vorrà sostituire il suo dehors con quello continuativo dovrà anche avere il permesso a costruire, il che significherà oneri di monetizzazione sui parcheggi e tempi burocratici più lunghi. Oggi lavoratori e associazioni di categoria si troveranno a provare due sentimenti contrastanti. Da una parte la gioia nel vedere un regolamento che è stato rimandato più volte. Dall'altra lo sconcerto per chi dovrà buttare via i propri dehors, oltre che per l'ennesimo «scarto in avanti» della giunta Appendino: perché dopo una lunga attesa, la delibera verrà approvata senza aver trovato insieme un accordo.