Museo Brera Modern, avviati i colloqui per la governance. Micheli: serve un piano di investimenti Si fa strada l'ipotesi di una fondazione con soci privati che gestisca Palazzo Citterio, il futuro museo di proprietà statale (Brera Modern) reduce da un recente lungo restauro e consegnato alla Pinacoteca per i collaudi a settembre ma ancora in alto mare per l'utilizzo. Al momento è solo un pensiero ma secondo alcune fonti, il direttore James Bradburne e diversi interlocutori starebbero cominciando a parlarne, prendendo come spunto il modello del museo egizio di Torino. Possibilisti Palazzo Marino, nella persona del sindaco Beppe Sala, la Regione, con l'assessore alla Cultura Stefano Bruno Galli e come potenziali soci sponsor da sentire, ad esempio, Esselunga e Francesco Micheli, da sempre sensibile a tutto ciò che ha a che fare con l'arte. La questione, al momento, è tenuta sotto riserbo e nessuno si sbilancia ma in via generale ad esempio Micheli commenta: «Creare una fondazione che sappia gestire Palazzo Citterio sarebbe un'iniziativa di valore: quell'edificio è un'araba fenice che finalmente dovrebbe poter essere utilizzata da Milano in tutte le sue potenzialità dice . Tre condizioni devono verificarsi, perché il progetto sia interessante dal punto di vista imprenditoriale: un capofila credibile, un piano di business affidabile e un budget sostenibile per gli investitori». E Philippe Daverio, che nel lontano 1994 avviò il processo per cui oggi molti teatri sono gestiti con questa formula attraverso fondazioni che iniettano fondi anche consistenti (si pensi allo stesso Teatro alla Scala) dice: «È un modello che ripaga sia il pubblico, che resta sempre responsabile delle nomine e del controllo, sia i privati che diventano partecipi delle scelte nell'auspicio che diventino più veloci. Nel caso di Palazzo Citterio, questione annosa e complicata, sarebbe l'unica strada per correggere l'errore progettuale, renderlo flessibile dal punto di vista dell'utilizzo e finalmente funzionante a beneficio della città. Si tenga presente che doveva essere inaugurato anni fa e ancora non è terminato il collaudo. E l'allestimento non è neppure partito». Intanto nel palazzo di Brera il direttore della Pinacoteca, il cui mandato scade a fine anno, sta portando avanti il restyling nell'attesa che altri spazi siano liberati dall'Accademia. Proprio mercoledì 27 verrà inaugurato l'anno di studi nella futura nuova sede, all'ex scalo Farini, con alcuni ospiti d'eccezione, tra cui il membro Onu Hilal Elver e il maestro Ennio Morricone.