Aste del Demanio, regolamento e concessioni più lunghe per salvare le attività tradizionali VENEZIA. Prima un tavolo tecnico tra Regione e Comune a caccia di un'intesa, quindi un regolamento che salvaguardi i negozi storici, introducendo divieti o un regime di autorizzazioni per le nuove aperture, in modo da scongiurare, nel pasticcio del rinnovo delle concessioni demaniali in piazza San Marco, un turnover che finisca con l'espellere attività tradizionali per dar spazio a venditori di paccottiglia o all'extra lusso dei brand globali. VENEZIA. Prima un tavolo tecnico tra Regione e Comune per trovare l'intesa e poi un regolamento che salvaguardi i negozi storici introducendo divieti o un regime autorizzatorio per le nuove aperture, così da scongiurare, nel pasticcio dei rinnovi delle concessioni demaniali in Piazza San Marco, un turnover che espella le attività storiche per far spazio a paccottiglia o all'extralusso dei grandi brand globali. Con le nuove gare a pubblicità internazionale sono a rischio infatti attività che fanno la storia e l'identità di piazza San Marco. La Galleria Ravagnan, la più antica galleria della città, la gioielleria Nardi aperta negli anni Venti, il negozio di merletti e specialità veneziane Martinuzzi del 1932, la gioielleria Giordan che affonda le sue radici alla fine dell'Ottocento, le vetrine con i preziosi oggetti in vetro di Salviati, un secondo negozio di specialità veneziane al civico 72G, Lonchamp, Desiree e La Bottega dell'Arte, Tokatzian, Pauly. In parte il Caffè Chioggia, e solo di striscio il rinnovo coinvolge il Caffè Florian. Anche la Compagnia della Vela è demaniale, ma essendo associazione segue una normativa in parte differente: ciò non toglie che un domani potrebbe lo stesso rischiare. Comune e Regione presto si metteranno al lavoro per poi presentare l'intesa alla Soprintendenza dopo la richiesta di aiuto lanciata dall'Associazione Piazza San Marco in rappresentanza dei commercianti. «La piazza, con le sue Procuratie e i locali e negozi che rendono inconfondibili il panorama, costituiscono un patrimonio che tutta l'umanità dovrebbe tutelare interviene il capogruppo della Lega Nord in consiglio Regionale Nicola Finco - Per evitare il degrado del tessuto commerciale e la perdita di maestranze uniche, potremmo prendere spunto da quanto già fatto in altri siti artistici italiani». Il riferimento è al regolamento adottato da Firenze per tutelare i negozi del centro grazie alle possibilità offerte dal dl 222 del 1996 che permette di adottare provvedimenti che limitano l'esercizio di attività economiche per ragioni di tutela e valorizzazione del patrimonio in accordo con la Regione e sentita la Soprintendenza. «Questi sono problemi facilmente superabili con l'autonomia delle Soprintendenze», aggiunge Finco questa è una partita che stiamo giocando sui tavoli romani». I consiglieri regionali del gruppo Lega Nord hanno presentato un'interrogazione alla Giunta Zaia per chiedere di attivarsi con governo e Demanio per chiedere concessioni più lunghe come per gli stabilimenti balneari che hanno raggiunto quota 15 anni, e l'approvazione del regolamento per i negozi storici. «Il Comune accoglie la richiesta dice l'assessore al Bilancio Michele Zuin l'amministrazione si è già attivata per tutelare la città antica con le delibere che bloccano nuovi alberghi e i take away». Grande è la preoccupazione dei commercianti. Alberto Nardi è in attesa di sapere chi si è fatto avanti per avere una porzione del suo negozio: «chiediamo che in una eventuale gara il Demanio valuti anche il parametro qualitativo». È spaventata la gallerista Chiara Ravagnan: «Se gli artisti vengono a sapere che il negozio è a rischio perdo i contratti». Interviene anche il presidente dell'associazione Piazza San Marco Claudio Vernier che dice: «La città sta vivendo una crisi economica e sociale evidente: ogni giorno vengono colpite le ultime attività storiche legate alla tradizione». Setrak Tokatzian chiede che «tutti gli edifici storici che contraddistinguono la piazza siano tutelati». Restano aperti dubbi sulla normativa, a iniziare dalla possibilità di mettere a gara porzioni di un fondo vincolato senza averlo scorporato, o la cancellazione del diritto di prelazione che vale per i beni privati. Secondo il presidente della Compagnia della Vela Pier Vettor Grimani «per alcune attività storiche, come i caffè della piazza, andrebbe vincolata l'attività, la normativa lo consente».
Corriere della Sera
21 Febbraio 2019
Venezia. San Marco, il piano per i locali storici
EL
Elisa Lorenzini
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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