Vittorio Emiliani L'autonomia "differenziata" alle Regioni ricche avvia lo smantellamento dell'Unità d'Italia L'appello ha raccolto in poche ore l'adesione di centotrenta intellettuali, fra storici dell'arte, archeologi, urbanisti, scrittori, saggisti. Venerdì 15 febbraio, dopodomani, l'Unità d'Italia comincia a sgretolarsi: la ratifica dell'intesa fra il governo Conte-Salvini-Di Maio e le prime tre Regioni - Veneto e Lombardia, a maggioranza Lega (con referendum), Emilia-Romagna a maggioranza Pd (con voto del Consiglio Regionale) - che in modi diversi hanno chiesto di accrescere notevolmente le competenze che già detengono sancirà la sostanziale dissoluzione dello Stato unitario, dello stesso Stato regionale, con una divaricazione sempre più forte fra Regioni ricche e Regioni povere. Un atto costituzionale che assesta un colpo mortale allo Stato unitario, alla Repubblica voluta nel 1946 dal popolo italiano, destinato a portare al massimo il caos politico-amministrativo del Paese anche nei suoi rapporti con l'UE e col resto del mondo. Reso possibile dalla sussistenza del disastroso Titolo V della Costituzione voluto dal centrosinistra nel 2001 e purtroppo mai riformato. In quanti firmano questo documento suscita grandissima preoccupazione il fatto che fra le prime competenze rivendicate "in esclusiva" vi sono Ambiente, Beni Culturali, Urbanistica (ma non solo). Grandissima preoccupazione giustificata dai fatti, cioè dalla pessima attuazione o dalla inattuazione delle deleghe già ricevute in materia dalle Regioni a statuto ordinario quarant'anni fa (per non parlare della Regione Siciliana a statuto speciale, dove gli abusi non sicontano). Per esempio la sostanziale renitenza o addirittura il pratico rifiuto della stragrande maggioranza delle Regioni di attuare leggi dello Stato sul Paesaggio come la legge Galasso del 1985 sui piani paesaggistici, ribadito ostinatamente nei confronti del Codice per il Paesaggio del 2008 con appena 3 piani co-pianificati e approvati, spesso fra furibonde polemiche locali. Tutto ciò mentre nel paesaggio italiano, palinsesto fondamentale della nostra storia (come lo definì Giulio Carlo Argan discutendosi al Senato la legge Galasso approvata, si badi bene, quasi alla unanimità), si stavano attuando autentici massacri, con la cementificazione e l'asfaltatura di decine di migliaia di ettari all'anno, 30 ettari al giorno nel 2018 ! Non è un caso che le tre Regioni le quali pretendono mano libera su ambiente, paesaggio, beni culturali (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna) risultino le più massacrate dalla speculazione fondiaria ed edilizia, quelle dove il consumo di suolo e l'impermeabilizzazione dei suoli agricoli raggiungono i livelli più esasperati in Italia e fra i più alti in Europa. Quelle dove gli stessi Parchi Nazionali sono stati già smembrati (vedi lo Stelvio) o non si riescono a costituire (vedi il Delta del Po, fra Veneto ed Emilia) per opposizione delle Regioni. Con leggi urbanistiche regionali al ribasso fondate sulla contrattazione coi privati e non più sull'interesse generale dei cittadini. Ma altre Regioni chiedono già di avere più autonomia e più competenze esclusive. La Campania - regione record dell'abusivismo - le vuole per ambiente, ecosistema, paesaggio. La Regione Lazio, a quanto si apprende, le chiede - pur avendo al suo interno la Capitale del Paese - anche per i rapporti internazionali e con la UE. La Liguria le esige per le grandi reti di trasporto e di navigazione (assolutamente impensabili anche nella federale Germania). È soprattutto la Lega a volere con forza questa sostanziale secessione delle Regioni più forti da essa controllate e la fine dell'Unità d'Italia. Tale disegno è assolutamente, drammaticamente inaccettabile. Eppure esso sta andando avanti col pieno avallo della maggioranza di governo e con la sostanziale ignavia della opposizione Pd. Eppure esso sta procedendo nel silenzio dei Tg e delle reti televisive. Nella sommessa protesta, quando c'è, della stampa distratta da altri argomenti. Come atto di testimonianza culturale, eleviamo la più forte e argomentata protesta contro una operazione che smantella lo stesso Stato regionale, dissolve un governo centrale già debole che invece negli Stati regionali è forte e deciso. Un vento di follia sta investendo il Paese, quanto resta dello Stato viene sbriciolato a favore di Regioni che, in quasi mezzo secolo, hanno spesso dimostrato inerzia, incapacità, opacità a danno della comunità, della Nazione italiana. Vittorio Emiliani, presidente Comitato per la Bellezza Rita Paris, presidente Ass. Ranuccio Bianchi Bandinelli Adriano La Regina, presidente INASA, archeologo, Accademico dei Lincei Desideria Pasolini dall'Onda, fondatrice di Italia Nostra Maria Rita Signorini, presidente nazionale di Italia Nostra Fulco Pratesi, fondatore e presidente onorario WWF Italia Mario Torelli, archeologo, Accademico dei Lincei Licia Vlad Borrelli, archeologa, medaglia d'oro della cultura Andrea Emiliani, storico dell'arte, Accademico dei Lincei Fausto Zevi, archeologo, Accademico dei Lincei Anna Gallina Zevi, archeologa, già Sopr. Ostia Antica Pietro Giovanni Guzzo, archeologo, Accademico dei Lincei Jadranka Bentini, già Soprintendente, presidente Italia Nostra Bologna Piero Bevilacqua, storico delle campagne e del paesaggio, La Sapienza Edoardo Zanchini, vice-presidente nazionale Legambiente Luigi Manconi, presidente A Buon diritto, Comitato per la Bellezza Pier Luigi Cervellati, architetto urbanista Emergenza Cultura in difesa dell'art.9 Tomaso Montanari, presidente Libertà e Giustizia, storico dell'arte Pancho Pardi, paesaggista, già Università di Firenze Cristiana Mancinelli Scotti, Salviamo il Paesaggio, Roma Bernardo Rossi Doria, architetto, già segretario gen. Italia Nostra Maria Pia Guermandi, archeologa, Emergenza Cultura, Eddyburg Vezio De Lucia, urbanista, Bianchi Bandinelli Paolo Berdini, urbanista, Comitato per la Bellezza Andrea Costa, presidente Comitato per Roma 150 Irene Berlingò, archeologa, già funzionaria Mibac Antonio Pinelli, emerito di Storia dell'Arte Contemporanea, Firenze Sauro Turroni, architetto, consigliere Federazione Naz. Verdi Roberto Speranza, coordinatore nazionale Mdp-Art.1 Luigi Piccioni, storico dei Parchi, Università di Calabria Giorgio Boscagli, biologo, già direttore Parchi Naz, coord. Gruppo dei 30 Francesco Mezzatesta, fondatore Lipu, naturalista, Gruppo dei 30 Lucinia Speciale, storica dell'arte, Bianchi Bandinelli Nino Criscenti, giornalista e autore televisivo Edoardo Zanchini, vice-presidente nazionale Legambiente Corrado Morgia, saggista e scrittore Fulvio Cervini, storico dell'arte, presidente CUNSTA Paolo Liverani, ordinario archeologia, Università di Firenze Carlo Troilo, giornalista, Roma Nuovo Secolo Enzo Marzo, direttore di Critica Liberale Eleonora Ferrazza, Reparto Antichità, Musei Vaticani Mirella Belvisi, vice-pres. Italia Nostra Roma Giampiero Arrigo, Circolo Tor Margana, Nuova Sinistra Paola Paesano, direttore Biblioteca Vallicelliana Roma Valerio Magrelli, poeta, docente Università di Cassino Massimo Teodori , storico, già parlamentare Fausto Martino, già sopr. Cagliari, Oristano, Sardegna meridionale Riccardo Mastrolillo, Area Libera Giovanni Merola, Ass. Bianchi Bandinelli Carlo Cellamare, docenti di Urbanistica, La Sapienza Francesco Gandolfo, storico, già docente Roma 2 Associazione Libero Pensiero Federica Graziani, operatrice culturale Gabriele Gattiglia, coordinatore ArchAIDE Project Pisa Massimiliana Pozzi, Soc. coop. archeologica Ilaria Lisigiani, operatrice culturale Nicoletta Cassieri, già Sopr. Unica Frosinone, Latina, Rieti Daniela Candilio, già funzionaria Sopr. Archeologica Roma Anna Pergola, archeologa Francesca Hilgram, operatrice culturale, Londra Clementina Sforzini, archeologa Maria Teresa Iannelli, già funzionaria Sopr. Reggio Calabria, Vibo Valentia Arturo Scotto, MdP Art.1 Elisabetta Mangani, archeologa, già funzionaria Mibac Chiara Ceriotti, restauratrice Consorzio Archè Roma Sandra Gatti, archeologa, già funzionaria Mibac Pietro Folena, a nome del Laboratorio Politico per la Sinistra Benedetta Brison, storica dell'arte, funzionaria Mibac Maria Cappelletti, operatrice culturale Elisabetta Ruffia, già ispettore centrale Mibac Giuliana Cavalieri Manasse, già funzionaria Mibac Maria Silvestrini, archeologa Stefania Furelli, storica dell'arte, Sopr. Unica Umbria Gaia Pallottino, Coord. Residenti Roma Storica Fabrizio Vistoli, archeologo Mirella Marini Calvani, già soprintendente archelogico Lina Persichelli, restauratrice Floriana Cantarelli, docente Carmelina Ariosto, Parco Archeologico dell'Appia antica Maria Rosaria Jacono, cons, naz. Italia Nostra Paola D'Amore, già al Museo d'Arti Orientali "G.Tucci" Roma Maria Fenelli, associato Topografia Antica, Sapienza Annalisa Zarattini, già Sopr. archeologica Calabria Paola Ciancio Rossetto, archeologa, scrittrice Maria Luisa Nava, archeologa Anna Paola Zaccaria, archeologa Angela Pontrandolfo, emerito Archeologia Classica Salerno Paola Elisabetta Simoni, antropologa culturale, ex Mibac Alberto Jacovacci, pres. Iaco Group Paola Torniai, storica dell'arte moderna Anna Maria Rotella, archeologa Antonio Salerno, archeologo, Polo Museale Campano Elisabetta Silvestrini, docente di Museologia Marcello Paolozza, ambientalista Mauro Geraci, associato Antropologia, Università di Messina Mario Rigoni, funzionario Mibac Luciana Borrello Almalinda Giacummo, archeologa Coordinamento Ass.Lazio per la Mobilità Alternativa (CALMA) Associazione Rossoverde Amici Parco delle Valli Massimo Piras, coordinatore naz. movimento Rifiuti Zero Maria Micozzi, artista Raul Strani Rosalba Antonini, già docente Università Urbino Rosanna Vitiello, segretariato Mibac Liguria Massimiliano Candela ZWL- Zero Waste Lazio Marianne Vibeck Massimo De Vico Fallani, specialista Giardini Giovanna Bandini, restauratore Museo Naz. Romano Paolo Pocetti, docente di Linguistica Antonella Bonini, archeologa Mibac Loretta Paderni, funzionaria Mibac Flavia Trucco, funzionaria Mibac Luca Cherstich, archeologo, libero professionista Anna De Santis, scrittrice Alina Grattarola, archeologa Valentina Castiglione Morelli, operatrice, e culturale Giuliana De Rose, Mariolina Cataldi Carla Maria Amici, associato di Topografia Antica Università di Salerno Mirella Miccolis, studentessa di archeologia Debora Lagatta, archeologa libero professionista Cristina Papa, già docente di Antropologia Culturale Daniela Rovina, saggista Milva D'Amadio Simonetta Massimi
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14 Febbraio 2019
Appello. Contro lo smantellamento dello Stato Italiano
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