Una grande figura protende verso l'alto una mano, mentre nell'altra regge un cartiglio. Dalle lettere che si riescono a leggere si può affermare che si tratti del patriarca Abramo. È ciò che, da ieri, risplende sulla parete della Cappella del Convitto, all'interno del Santuario della Consolata, un affresco romanico riportato alla luce dopo 240 giorni di cantiere a opera del Centro Conservazione e Restauro «La Venaria Reale». È il risultato di un progetto di fundraising promosso nel 2016 dalla Fondazione Crt, tramite il sistema del «matching grant», che ha impegnato la fondazione nel «raddoppiare» le donazioni pervenute dai cittadini, ben 278, arrivando a un investimento di 135.000 euro. E c'è anche chi ha donato dieci volte o chi ha contribuito dagli Emirati Arabi. Non compare solo il patriarca Abramo sugli antichi muri della cappella, ma sono riemerse anche due figure sulla parete nord, una maschile (probabilmente San Benedetto) e una femminile. La storia della chiesa affonda le radici nell'anno 1000, quando, molto prima dello sviluppo del Santuario come lo conosciamo oggi, frutto degli interventi guariniani del 1675, voluti da Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours, esisteva la Chiesa di Sant'Andrea. «Era una chiesa importante nata per iniziativa dei benedettini racconta la Soprintendente Luisa Papotti ed era davvero la più bella della città, perché il ciclo pittorico si connette alla tradizione più eccellente». L'intervento segna anche l'avvio di una nuova modalità di lavoro, come ha spiegato il presidente di Fondazione Crt, Giovanni Quaglia, che interpreta il restauro come strumento di inclusione sociale, perché «fortemente legato alle comunità, alle storie delle persone che vanno in questi santuari». Operazione che Crt intende riproporre. Dai lavori, intanto, è riemersa anche una decorazione floreale nel catino absidale, presumibilmente seicentesca. Il traguardo è frutto di un percorso avviato nel 2009, con il primo cantiere di indagini, per arrivare, lo scorso anno, a un protocollo d'intesa tra Soprintendenza, Crt, Santuario della Consolata, Curia, Università, Politecnico e Centro del restauro. I primi ad ammirare gli affreschi saranno i donatori.