NAPOLI. Un round importante a favore dell'amministrazione comunale guidata da Luigi de Magistris. Il Tar della Campania ha riconosciuto fondate le ragioni alla base del ricorso propsoto dal Comune contro il blocco dei lavori in piazza del Plebiscito. Il commento del primo cittadino non si fa attendere. Ed è affidato ad una nota pubblicata dalle agenzie. «Siamo molto soddisfatti. Ancora una volta siamo davanti alla dimostrazione che questa amministrazione lavora con correttezza giuridica, efficacia, concretezza e trasparenza». De Magistris ricorda anche le ragioni che hanno spinto il Comune a adire le vie legali per consentire lo sblocco del cantiere chiuso per la revoca delle licenza dell'autorizzazione paesaggistica, concessa dal soprintendente Luciano Garella, da parte del Ministero per i Beni culturali. «Eravamo convinti - spiega il sindaco - delle nostre ragioni. Noi avevamo immediatamente cercato un'interlocuzione con il ministro per cercare di risolvere nel più breve tempo possibile la questione ma non abbiamo ricevuto alcuna interlocuzione. Per questo motivo ci siamo rivolti all'autorità giudiziaria che ci ha dato ragione». Ma non è soltanto il primo cittadino a gioire per la sentenza che, certamente, non chiude definitivamente la querelle, ma offre il senso dell'orientamento della magistratura amministrativa. Ad essere contento per la pronuncia del giudice, anche il presidente della Metropolitana di Napoli Ennio Cascetta. Professore di pianificazione dei sistemi di Trasporto all'Università Federico II, Cascetta è, a buon diritto, ritenuto il promotore della riforma del sistema della mobilità a Napoli e in Campania. Il professore è stato infatti assessore al ramo durante la permanenza a palazzo Santa Lucia di Antonio Bassolino. Conclusa quell'esperienza è rimasto lontano per alcuni anni dalla scena politica. Poi è stato richiamato in servizio dall'attuale governatore Vincenzo De Luca. «Siamo soddisfatti - commenta - per questa sentenza». Ma, a parte la generica manifestazione di consenso per la pronuncia della magistratura amministrativa, il presidente della Metropolitana si affretta a fornire rassicurazioni sulla tempestiva ripresa dell'attività nel cantiere bloccato. «Siamo pronti - garantisce Cascetta - a ripartire con i lavori al più presto appena il Comune di Napoli e Ansaldo ci riconsegneranno i lavori per il cantiere». E sul tempo perduto per la battaglia istituzionale, che ha visto contrapposti il Comune su un fronte, il Ministero sull'altro, l'ex assessore regionale sottolinea: «Cercheremo di recuperare, almeno in parte, il tempo perduto negli ultimi mesi e per restituire al più presto ai cittadini l'area del cantiere per completare un'opera molto importante per la mobilità in città». Ma, come ricordato, il fronte del sì alle griglie in piazza del Plebiscito non può cantare definitivamente vittoria. Il giudizio di merito di primo grado potrebbe essere impugnato dal Ministero davanti al Consiglio di Stato. E la vicenda potrebbe far registrare un altro clamoroso colpo di scena. Non è ancora spenta l'eco del duro monito rivolto recentemente dai commissari europei. I lavori della linea 6 della metropolitana sono infatti finanziati con Ue che potrebbero essere revocati se non verranno rispettati i tempi di realizzazione dell'opera.