Con oltre duemila anni di storia, non sarà il Bigio a turbare i sonni dei bresciani. Periodicamente torna di attualità la collocazione della statua. I pro e i contro si sono sprecati e tutti hanno ragione e nessuno ha torto. Alla fine, però, rimane la domanda inevasa: quale soluzione? A mio parere sono tre: la musealizzazione e l'unico posto che io conosca, se le misure lo consentono, è la sala della Cavallerizza. Il luogo, ora in disuso, potrebbe prestarsi anche ad una illustrazione del periodo con immagini fotografiche e documenti, non difficili da reperire, del periodo per contestualizzare al meglio il percorso storico della statua. La vendita, al prezzo simbolico di un euro ad un paese che non abbia subito il fascismo e desidera un'opera, bella o brutta che sia, dell'arte tra le due guerre. Oppure rimanere dov'è che, credo, sarà la soluzione definitiva. Ma il Bigio alla fine, si rivela un falso problema. Tra pochi giorni si accenderanno le luci del CidneOn e alla suggestiva fantasmagoria, seguirà l'immancabile annuncio: la proposta di Brescia a capitale della cultura per il 2022. Obiettivo legittimo ma di difficile attuazione. Non bastano giochi di luce, occorre ben altro. E a Brescia le criticità non mancano. Le aree dismesse sono ancora dismesse per la mancanza di un progetto complessivo nonostante gli sforzi di tutti; il Musil sembra sempre sul punto di partenza ma non parte mai anche per motivi legali; le aree inquinate e last, but not least anche l'inquinamento atmosferico. In sostanza manca l'idea di città che è un organismo complesso e complicato nel quale il Bigio ha, appunto, un rilievo secondario. Eppure Brescia ha molte caratteristiche per raggiungere l'obiettivo, ma è in perenne ritardo perché manca la regia del progetto. Recentemente il sindaco e gli assessori competenti sono stati a Parma, che ha già attivato un percorso virtuoso in proposito, per cercare utili contributi alla realizzazione di una candidatura di spessore. La costruzione del progetto potrebbe essere affidato alla Fondazione Brescia Musei ma occorre uno sforzo culturale e progettuale di non secondaria importanza che implica l'uscita dall'evento il CidneOn o le Mille Miglia, ad esempio, lo sono, e di grande importanza, ma non possiedono la qualifica culturale e dalla quotidianità per concentrarsi su una visione diversa più attinente ai millenni passati recuperati in un'ottica di modernità con la consapevolezza che non esistono idee nuove, ma solo idee dimenticate.