«E che problema c'è?». Il sindaco Luigi Brugnaro ha risposto senza scomporsi, alla presentazione del contributo di accesso, a chi gli chiedeva se non temesse di dare di Venezia un'immagine di città bella ma inavvicinabile, nel senso di costosa tra nuovo ticket, vecchi biglietti dei vaporetti maggiorati per i turisti, tradizionali conti più salati in bar, ristoranti e perfino toilette pubbliche. Che problema c'è? Nessuno, a leggere i commenti delle lobby economiche che da sempre hanno alzato le barricate di fronte a qualsiasi «tassa» turistica, pur giustificata dal più nobile dei motivi, contribuire alla salvaguardia della città. Il sindaco ha accontentato tutti. Gli albergatori sono favorevoli perché chi dorme a Venezia paga già la tassa di soggiorno, dunque non dovrà versare il ticket e non è detto che questo non sia un incentivo per qualcuno a scegliere hotel o bb in città. Commercianti e artigiani protestano da anni, insieme ai residenti, per le grandi masse di turisti che sporcano tanto e consumano poco e, soprattutto, hanno avuto la garanzia dal sindaco che una parte degli introiti servirà ad abbassare la tassa rifiuti anche per le aziende. Per i clienti delle crociere 3 o 6 euro sui 2 mila di viaggio non fanno la differenza e le compagnie tanto attaccate dall'opinione pubblica possono far valere il loro «contributo» alla salvaguardia della città. Sono esenti gli habitué della città che hanno VeneziaUnica, i veneti, anche i clienti di albergatori di altre città, purché veicolino i messaggi su rispetto e decoro, i parenti fino al terzo grado dei residenti. Federconsumatori tiene alta la bandiera del diritto di visitare ogni città senza ostacoli economici ma a Venezia anche gli irriducibili del no-ticket, esasperati dai mali del turismo, si sono arresi al pensiero di: «Almeno proviamo». I conti veri si faranno quando il provvedimento sarà operativo per le auto, che non potranno attraversare il ponte della Libertà senza aver pagato. E ancora di più il giorno in cui (2022 pensa il sindaco Brugnaro) per arrivare in laguna sarà obbligatorio prenotare. Nel frattempo meglio investire una parte degli introiti in una operazione-simpatia: accoglienza, servizi, facilitazioni. Per non sembrare tra ticket e divieti la città più bella ma anche più «antipatica» del mondo.