Archivi, alienazioni, trattati internazionali, partenariati pubblico-privati, circolazione delle opere: sono alcuni dei punti toccati dalla delega che il Parlamento affiderà al governo in materia di beni culturali. Nel disegno di legge delega in materia di 'semplificazione, riassetto normativo e codificazione', approvato lo scorso 12 dicembre dal Consiglio dei ministri e che dovrebbe approdare a breve in Parlamento, il governo è autorizzato a intervenire anche in materia di beni culturali e paesaggio andando a toccare molti degli aspetti normativi contenuti nel Codice dei Beni culturali (decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42). In particolare, nella bozza del provvedimento che AgCult ha potuto visionare, si delega l'esecutivo a intervenire per "aggiornare gli strumenti di individuazione, conservazione, vigilanza e protezione dei beni culturali e paesaggistici e dei relativi contesti territoriali e rafforzarne l'efficacia, riesaminando e aggiornando le categorie dei beni sottoposti a tutela, e razionalizzando i relativi procedimenti amministrativi". Nel farlo dovrà essere garantito "il principio dell'eccezione del patrimonio culturale, e conseguentemente prevedere ogni misura, anche indiretta, utile a prevenire un pregiudizio irreparabile al patrimonio culturale e paesaggistico, nel rispetto dei principi di proporzionalità e adeguatezza". ALIENAZIONE DI BENI CULTURALI ED ESPROPRIAZIONI Nel merito delle altre misure, il governo dovrà "rivalutare i casi in cui sono possibili l'alienazione o il trasferimento dei beni culturali appartenenti a soggetti pubblici nonché revisionare le relative procedure autorizzatorie e le prescrizioni, in modo da assicurare la conservazione e fruizione del demanio culturale". Prevista anche la revisione della "disciplina del procedimento di espropriazione di bene culturale, tenendo conto dei suoi elementi di specialità rispetto alla disciplina generale di cui al decreto del presidente della Repubblica 8 giugno 2001 n. 327". ARCHIVI Il governo sarà, inoltre, delegato a "riformare la disciplina del sistema nazionale degli archivi, assicurando ottimali modalità di conservazione degli archivi dello Stato, degli enti pubblici e dei documenti di interesse pubblico in proprietà privata". PARTENARIATI PUBBLICO-PRIVATI Nella riforma della normativa dei beni culturali spazio anche alla "revisione e razionalizzazione" della disciplina "delle modalità e delle forme di cooperazione, partecipazione e sostegno dei privati alle attività di conservazione, valorizzazione, fruizione e gestione del patrimonio culturale, nonché dei relativi servizi per il pubblico, tenendo conto dei loro profili di specialità, anche rispetto alla disciplina generale in materia di contratti pubblici". TRATTATI INTERNAZIONALI Il governo è delegato anche a intervenire per "coordinare la normativa in materia di beni culturali e paesaggistici con gli accordi internazionali stipulati in materia di beni culturali e paesaggistici". Al momento, al vaglio del Parlamento ci sono due provvedimenti che intervengono in questa materia: la ratifica della Convenzione di Faro e il disegno di legge sui reati contro il patrimonio culturali che il governo avrebbe intenzione di coordinare con la Convenzione di Nicosia che introduce elementi nello stesso ambito legislativo. CIRCOLAZIONE DEI BENI CULTURALI Altro aspetto rilevante è rappresentato dal mandato al governo di legiferare per "migliorare l'efficacia, la trasparenza e l'efficienza della funzione di controllo della circolazione in ambito nazionale e internazionale dei beni culturali". Per farlo dovrà operare "revisionando, anche attraverso la riforma delle procedure previste per l'ingresso e l'uscita dei beni culturali, i casi e le modalità di autorizzazione alla loro uscita temporanea e definitiva, in modo da garantire la conservazione e fruizione del patrimonio culturale della Nazione, nonché le modalità e la durata della certificazione dell'ingresso temporaneo degli stessi". Inoltre dovrà razionalizzare "l'attività degli uffici e delle procedure di controllo della circolazione dei beni culturali, in modo da assicurarne una maggiore efficienza". Infine, sarà chiamato a razionalizzare anche "la disciplina della denuncia di trasferimento e la procedura per l'acquisto in via di prelazione legale del bene culturale, anche attraverso l'implementazione delle forme di pubblicità dei provvedimenti di dichiarazione di interesse culturale". CONCESSIONI Interventi previsti anche per "revisionare e coordinare le diverse modalità di concessione in uso di beni culturali, anche al fine di assicurare una razionalizzazione dei criteri di valutazione della compatibilità dell'uso e di commisurazione del canone concessorio, preservando in ogni caso la valenza culturale e identitaria dei beni culturali". BENI IN DEPOSITO Per valorizzare i beni culturali oggi custoditi nei depositi e quindi non accessibili al pubblico, il governo dovrà "prevedere e disciplinare ulteriori modalità di valorizzazione di beni statali non esposti al pubblico, anche attraverso la loro concessione in deposito per fini espositivi ad istituti museali pubblici e privati". DICHIARAZIONE DI INTERESSE PUBBLICO Proseguendo nel filone delle semplificazioni amministrative, il governo è chiamato a "riformare il procedimento di adozione della dichiarazione di interesse pubblico del bene paesaggistico, prevedendo adeguate misure di cautela preventiva nelle more della sua conclusione". REGIO DECRETO n. 363 (1913) Infine, l'esecutivo dovrà anche "aggiornare e coordinare con il decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 la disciplina regolamentare di cui al regio decreto 30 gennaio 1913, n. 363, anche prevedendo che i decreti legislativi autorizzino il Ministro per i beni e le attività culturali ad adottare decreti ministeriali regolamentari in materia".
AgCult
6 Febbraio 2019
Ddl deleghe, in arrivo modifiche al Codice dei Beni culturali
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