Ha fatto bene Luigi de Magistris a chiedere al ministro Bonisoli la gestione diretta della Villa Floridiana che versa in un grave stato di abbandono. Ridare un po' di verde pubblico ad una città già soffocata dallo smog e dal traffico è una giusta missione, un dovere per un sindaco. Tanto più che luoghi dove i bambini possono giocare, e che non siano la consolle di una play station, a Napoli proprio non ce ne sono. Una volta, tanti anni fa, si poteva andare in bici in Villa Comunale dove addirittura esisteva il parco Robinson dedicato ai più piccoli. Ricordi Gucciniani da «Il vecchio e il bambino» perché oggi la Villa affidata alle cure dell'amministrazione de Magistris in pratica non esiste più. E il parco Virgiliano? Giardini ricchi di pini che affacciavano sul Golfo e sulla magia dell'archeologia industriale di Bagnoli. Boh? Passeggiare in quei luoghi adesso ha il sapore del dopo bomba atomica; decine di alberi rasi al suolo. Evidentemente i pochi e anziani giardinieri del Comune erano troppo indaffarati altrove per intervenire prima dell'eutanasia. Magari al parco Mascagna che dista poche centinaia di metri dalla Floridiana. Giardini rimasti chiusi per mesi perché a rischio, riaperti, poi richiusi. Dipende dal vento. Che può essere micidiale su un albero «curato» dal Comune. Però è anche vero che il sindaco ha riaperto dopo anni i giardini di Piazza Carlo III proprio di fronte all'Albergo dei Poveri. A poco più di un anno di distanza oggi assomigliano ad una piccola giungla urbana, tra erbacce, prati incolti e alberi rinsecchiti. Fa bene il sindaco a chiedere la gestione della Floridiana. Però, forse, Bonisoli fa ancor meglio a dirgli di no.