30-AGO-2005 Il tempo, Roma «LA CULTURA è un bisogno primario, che non può essere tagliato neanche in tempi difficili. È questa la mia convinzione»: il ministro dei Beni Culturali Rocco Buttìglione, quindi, punta alla rivalutazione della cultura come fonte di guadagno e calamità per turisti, a livello romano - vista l'alta concentrazione di monumenti e chiese - e, naturalmente, a livello nazionale. L'Italia insomma, oltre a offrire ai visitatori mare, sabbia e sole, ha una marcia in più - che potrebbe essere usata con maggiori guadagni - costituita, appunto, dall'immenso patrimonio dei beni culturali: «l'Italia si vuole assumere l'onore e gli oneri di essere una grande nazione culturale?», ha chiesto. Essendo una risorsa per il paese, il ministro auspica che la prossima finanziaria sia più generosa nei confronti del mondo della cultura e che, insomma, non vengano effettuati tagli che potrebbero essere fatali: è per questo che, le soprintendenze sono un esempio, non ci sono fondi a sufficienza e, in più di un caso, le soprintendenze debbano ricorrere alle pubblicità sulle facciate per poter finanziare il restauro di un determinato monumento: un «sì ma entro certi limiti e con criteri ben precisi e, soprattutto, bisogna fare attenzione: che gli sponsor non danneggino più che aiutare la tutela del monumento» è stato dato dal ministro Buttiglione circa la questione del finanziamento di un privato di un bene di proprietà demaniale, come può essere il Colosseo, ad esempio. Inoltre in caso di restauro si interviene sul monumento «in emergenza» mentre sarebbe più opportuno intervenire sulla manutenzione, sulla cura del monumento prima di arrivare a un intervento come quello del restauro: queste in sintesi le richieste degli addetti ai lavori. In seconda battuta, dopo il «pronto intervento» al Castel Sant'angelo, bisognerà riflettere anche sulla funzionalità del sistema dei poli, museali - due esempi possono essere fomiti dal polo romano e da quello fiorentino - ideati per monumenti che hanno bisogno di più cure rispetto agli altri: sia a livello romano che a livello nazionale, come ha tenuto a precisare il ministro Rocco Buttinone, Strinati, allo stesso tempo, ha sottolineato L' appesantimento" del polo museale romano dopo l'inserimento all'interno del sistema, di Castel Sant'Angelo che, fino ai primi anni del 2000, non ne faceva parte. Secondo poi, e questo fatto è emerso dalla visita dei soprintendenti ieri all'ora di pranzo all'interno delle sale del Castello, bisognerà pensare anche alla riapertura di alcune sale, ora inaccessibili al pubblico. «Per il resto, in partico-lar modo per l'area circostante, dovremmo rimetterci alla sensibilità del sindaco di Roma Walter Veltroni - ha continuato Buttiglione -Chiediamo al Comune di Roma -ha continuato il ministro - di rimuovere le abitazioni abusive, e si è parlato di una rete di protezione. Dobbiamo collaborare anche per quanto riguarda le questioni di sicurezza intema tra le quali, appunto, le misure antincendio».