Non solo a cielo aperto o custodita nei musei, a Roma l'archeologia trova spazio anche nelle stazioni della metro e tra le vetrine dello shopping: «Per incoraggiare un contatto con la storia sempre più a portata di cittadino», commenta il soprintendente Francesco Prosperetti. Con questo spirito la Soprintendenza Speciale di Roma e i vertici del centro Porta di Roma hanno inaugurato ieri un nuovo spazio museale all'interno della galleria commerciale. Una grande sala intitolata Fidenae (via Alberto Lionello 201, aperta sabato e domenica dalle 12 alle 20. Info: www.porta-di-roma.klepierre.it), che ospita parte dei reperti archeologici ritrovati negli ultimi vent'anni durante le campagne di scavi che hanno interessato l'area nel III municipio tra Vigne Nuove, Raccordo, Colle Salario. In sostanza: Borgata Fidene. «Prima della trasformazione urbanistica, dagli anni 90, sembrava una periferia priva di storia ricordano Prosperetti e la curatrice scientifica del progetto Paola Filippini invece l'antica Fidenae fu il centro latino più vicino al confine nord del territorio romano. Un luogo strategico che solo dopo ripetuti scontri venne conquistato da Roma, svolgendo poi la funzione amministrativa di Municipium». Lo dimostrano gli scavi con reperti dall'età del Bronzo (III millennio a.C.) alla tarda antichità che hanno complessivamente individuato dieci edifici a uso abitativo e produttivo, quindici assi viari, 35 nuclei sepolcrali, dieci edifici funerari, quindici cisterne, un acquedotto, un'area sacra e opere agricole. Esposti a Porta di Roma i quattro mosaici della Mansio, stazione di posta del I secolo d.C. destinata all'alloggio e approvvigionamento dei viaggiatori, e una ventina di manufatti: lucerne, decorazioni, offerte votive e corredi funerari, dal IV al III d.C. «L'obiettivo è farne un luogo per eventi culturali conclude il direttore del mall, Filippo de Ambrogi aprendolo ai milioni di visitatori del nostro centro e alla città».