MATERA. È cominciata la festa, è l'ora della gioia, Matera si può mettere in vetrina al cospetto dell'Europa. Ora basta parlare del passato, basta evocare la miseria dei Sassi divenuta la ricchezza di oggi; basta ricordare quei due imbuti di roccia e tufo, rovesciati e popolati di uomini e animali, che a Carlo Levi nel suo Cristo ricordavano l'inferno di Dante; basta ricostruire mille volte la strada del risanamento, dalla «vergogna nazionale» denunciata da Palmiro Togliatti nel '48 alla legge del governo De Gasperi per la costruzione della nuova città. Alle 19 del 19 gennaio, Matera diventa la capitale europea della cultura per il 2019. E i 2019 lumini accesi sul Sasso Barisano già dall'imbrunire che producono un effetto straordinario sul quartiere concedono soddisfazione alla festa dei numeri e alla scaramanzia. Matera è città in festa, i materani partecipano all'esultanza con la nota compostezza dei lucani. Al punto che il silenzio tra i lumini accesi, venerdì alle prove generali, sono stati accolti, come dice un materano, «con molto rispetto, quasi in un clima religioso di attesa». Un miracolo, laico, si è compiuto. Matera è viva, vitale, festosa. Mostre, cantieri di arte, laboratori creativi riempiono gli spazi del centro. La città, un tempo sonnolenta, è un tripudio di colori, artisti, suoni. Ieri è stata attraversata per tutta la giornata da 41 bande musicali: 21 lucane, 3 fanfare militari, 17 straniere, tra questa quella della città bulgara Plovdiv, co-capitale della cultura 2019 assieme a Matera. Erano 2019 i musicisti, e quanti se no? Hanno girato tutti gli undici rioni della città, accolti dalla popolazione locale, che ha offerto loro cibo e ristoro. Le bande sono state scelte non solo perché emblema di festa e allegria, ma pure perché simbolo di una cultura musicale popolare, aperta a tutti. E la musica, si sa, è la lingua internazionale per eccellenza. Si suona, si sorride e si parla inglese a Matera. Anzi si parla la lingua della cultura. È un tema toccato anche dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine dello show trasmesso in eurovisione e condotto da Gigi Proietti, con la partecipazione del pianista Stefano Bollani e dell'attore Rocco Papaleo. «La cultura dice il Capo dello Stato, in una piazza diventata improvvisamente muta in segno di rispetto costituisce il tessuto connettivo della civiltà europea. Non cultura di pochi, non cultura che marca diseguaglianza dei saperi, ma cultura che include, che genera solidarietà; e che muove dai luoghi, dalle radici storiche». Sempre attento a quanto si muove sulla scena politica, Mattarella, con il garbo consueto, rovescia la prospettiva sovranista. «Come è scritto nell'Agenda europea per la cultura afferma il proposito è quello di "sfruttare il potere della cultura per la coesione sociale e il benessere". Essere europei è, oggi, parte ineliminabile delle nostre stesse identità nazionali». Matera, per Mattarella, non solo è «un esempio di quanto l'Europa debba alla preziosa originalità di luoghi così straordinari e ricchi di fascino». Matera è anche «simbolo del Mezzogiorno italiano che vuole innovare e crescere, sanando fratture e sollecitando iniziative. Matera è simbolo anche dei vari Sud d'Europa, così importanti per il Continente, perché nel Mediterraneo si giocheranno partite decisive per il suo destino e per quello del pianeta». Parole di fiducia pronunciate in mattinata anche dal premier Giuseppe Conte: «A Matera è affidata una grande responsabilità: è la prima città del Sud ad essere nominata capitale europea della Cultura ed è un'occasione per tutto il Meridione, un'opportunità di lanciare un progetto di ampio respiro», spiega. «Da uomo del Meridione, da premier, ho fiducia che questo possa essere l'anno del riscatto», argomenta ancora. Ma niente soldi a pioggia. «Affinché questo sogno possa tradursi in realtà servono progetti innovativi e plausibili». A iniziare da Matera che f unzionerà da richiamo, ma pure da laboratorio di innovazione sociale e tecnologica, come mostrano le innumerevoli iniziative in corso. Cultura è pure questo. Lo show di Proietti invece è tipicamente televisivo: si canta Volare in spagnolo, francese e tedesco. Bollani dirige le bande, riunite sotto il palco, che intonano l'Inno alla Gioia . L'improvviso e gelido acquazzone che si scatena sulla piazza non scoraggia la folla. Si potrebbe dire che i materani non si fermano per così poco, è gente tenace. Il 2019 sarà l'anno della vetrina della loro forza. Che, poi, come vorrebbe Mattarella, sarà la forza del Sud, dell'Italia, dell'Europa.
Corriere della Sera
20 Gennaio 2019
Mattarella benedice Matera. Simbolo dei Sud d'Europa
FR
Francesco Strippoli
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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