Nubi nere sulla futura sede Molto presto scomparirà la sala della Cineteca Nazionale. La sede attuale in vicolo del Puttarello, dietro Fontana di Trevi, tra meno di sei settimane chiuderà i battenti. Il 28 febbraio è l'ultimo giorno di attività: è prevista la proiezione finale organizzata dall'ente che dal 1949 ha il compito di preservare e diffondere il patrimonio cinematografico italiano. Il motivo? Viene ristrutturato l'intero immobile di proprietà della società Cremonini. Ma anche quando i lavori saranno finiti, la Cineteca, che appartiene alla Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, dovrà trovare un'altra collocazione. Le proiezioni dovrebbero trasferirsi all'interno della Biblioteca Nazionale, in uno spazio che di fatto non è stato ancora attrezzato per questa funzione. «È una gran bella struttura, è una sala conferenze - fa notare Laura Bartoletti, responsabile della programmazione - molto più ampia di quella di cui disponiamo ora, ma manca la cabina proiezioni che non è stata ancora costruita». Qualche nota positiva, però, c'è: nel palazzo attuale i posti disponibili per gli spettatori sono novanta, in futuro saranno quasi trecento. Circa un anno fa l'ex-ministro Dario Franceschini ha annunciato il trasferimento della sala cinema attuale alla Biblioteca Nazionale attraverso un accordo tra enti. Nel frattempo il ministro ed il governo sono cambiati e la data dalla chiusura del Cineteca è arrivata, senza che i lavori nella nuova sede venissero avviati. «La Cineteca ha altri luoghi dove proietta, a seconda delle rassegne - spiega Bartoletti - la Casa del Cinema, il Palazzo delle Esposizioni, una scuola, ma con la chiusura della sede di vicolo del Puttarello perde la propria sala proiezioni, almeno fino a quando non verrà riaperta la nuova sede». Il ministero dei Beni Culturali sul problema per ora è silente. «Non sappiamo ancora nulla, siamo qui in attesa da mesi ormai», ammette un operatore della struttura. Per quanto la programmazione sia dedicata ad un pubblico di amanti della settima arte, studenti e addetti ai lavori, c'è molta preoccupazione per la mancanza di informazioni che riguarda lo spostamento. «Da anni seguo costantemente l'attività di vicolo del Puttarello, che è di ottima qualità - racconta Manuela Tosi -. Per me che abito in centro è davvero una perdita, ma sarei disponibile a seguire ovunque le loro proposte». Ma può la Cineteca Nazionale, il più importante archivio cinematografico italiano con oltre 120 mila copie di pellicole ed uno dei più importanti d'Europa, non avere un proprio cinema? Non si potrebbe affittare uno dei tanti cinema chiusi in città? Come, ad esempio, il Fiamma? L'elenco è lungo.