Il Porto presenta la comparazione tra i progetti. Il ministero: tutelare il patrimonio VENEZIA. Sono rimasti tre progetti, tra questi il ministero alle Infrastrutture sceglierà quello che toglierà le grandi navi dal bacino di San Marco. In questi giorni infatti l'Autorità portuale di Venezia ha presentato la comparazione tra i progetti che aveva richiesto il ministro Toninelli: da Marghera alla Marittima, fino alla bocca di porto del Lido. «Tuteleremo il patrimonio culturale-paesaggistico e allo stesso tempo l'attività turistica», sottolinea il ministero. VENEZIA. Ne resterà soltanto uno, si potrebbe dire prendendo a prestito l'«Highlander - L'ultimo immortale», il film interpretato da Christopher Lambert. Intanto ne sono rimasti tre, e tra questi il ministero delle Infrastrutture sceglierà la via o la stazione alternativa al passaggio delle crociere davanti a San Marco. In questi giorni infatti l'Autorità di sistema portuale di Venezia e Chioggia ha inviato al Mit le schede sintetiche dei progetti depositati nel corso di questi anni: da Marghera alla Marittima, fino al terminal alla bocca di porto del Lido così come era stato definito durante l'incontro di novembre in cui il ministro Danilo Toninelli aveva chiesto al presidente del Porto Pino Musolino un approfondimento sui progetti finora presentati per poter arrivare ad una scelta secondo basi tecniche definite. «Che il ministro decida e poi ci faccia sapere», tagliano corto da Ca' Farsetti secondo cui il punto di partenza (ma anche di arrivo) deve essere il Comitatone del 7 novembre 2017 in cui era stata definita la doppia soluzione: Porto Marghera per le navi più grandi, la Marittima per quelle più piccole passando per il canale Vittorio Emanuele come aveva proposto il sindaco. Adesso le schede sintetiche sono al vaglio dei tecnici del ministero, «che hanno individuato alcune proposte interessanti e meritevoli di approfondimento tecnico». «E' in coro un intenso lavoro di analisi delle opzioni più adeguate a tutelare la città e il suo patrimonio culturale-paesaggistico, e allo stesso tempo l'attività turistica», dice il Mit in una nota, scambiando il settore croceristico con la pressione turistica che il Movimento Cinque stelle, di cui Toninelli è un importante rappresentante, vuole assolutamente limitare. Il punto di partenza è stata l'analisi multicriteria che ha elaborato l'Autorità portuale nel 2017, valutata dal Consiglio superiore dei lavori pubblici e validata dalla struttura di missione del Ministero. Sette ipotesi (da Marghera alla Marittima, dal terminal alla bocca di porto del Lido a quello Ro-Ro adattato di Fusina) a cui si è aggiunta la stazione a ridosso della diga di San Nicoletto, ma davanti all'aeroporto Nicelli e all'area Sic. «Approfondire meglio le soluzioni, armandosi di fantasia», aveva detto Toninelli a Musolino rimettendo in discussione la decisione del Comitatone del 2017. E' chiaro però che l'ulteriore approfondimento non ha portato a risultati diversi rispetto all'analisi multicriteria che ha promosso il terminal a Porto Marghera e bocciato quello alla bocca di porto del Lido di Duferco. Ma forse il ministro pensa di puntare su qualche variante per cambiare l'esito finale del confronto fra i progetti.