Trento. Non tutti i graffiti sono uguali. Ci sono i messaggi di protesta, le scritte fatte tanto per fare e poi c'è il writing , una forma d'arte che ha delle sue regole. Distinguere tra ciò che è lecito e ciò che non lo è non è sempre così ovvio. Ad aprire il dibattito questa volta è il protocollo d'intesa anti-vandalismo firmato dal Comune e dalla Provincia. «Per alcune persone anche una tag è un atto vandalico», osservano alcuni street artist. La tag , ovvero la firma, è il marchio di fabbrica di un writer nonché il punto di partenza della sua ricerca artistica. A chi è estraneo a quella cultura però può sembrare solo uno scarabocchio. Il confine tra un artista e chi semplicemente scrive sui muri spesso è molto sottile, ma esiste. «Lo si vede nella scelta degli spazi spiega Virginia Sartori, artista multidisciplinare e presidente dell'associazione Alchemica Uno street artist non va ad imbrattare la facciata di un monumento o ad intervenire su un'altra opera d'arte. Magari sceglierà l'esterno di un treno o un capannone dismesso». I gruppi di protesta o i semplici imbrattatori invece cercano volutamente di creare un effetto di disturbo, se non arrecare un vero proprio danno. «Per questo prima di intervenire sarebbe interessante individuare la tipologia di persone che producono queste scritte per agire sul gruppo», osserva l'architetto Michelangelo Lupo. Da questo punto di vista installare delle telecamere, come ha deciso di fare il Comune può essere utile. «È giusto che chi danneggia il centro storico venga sanzionato, ma ciò che serve davvero è una cultura della bellezza», sottolinea Lupo, che condivide la scelta dell'amministrazione e della Soprintendenza di promuovere delle iniziative educative nelle scuole. «Il messaggio potrebbe essere ancora più efficace se si coinvolgessero gli artisti», aggiunge Sartori. In molti sarebbero pronti ad andare nelle classi per confrontarsi con i ragazzi e aiutare quelli che vogliono avvicinarsi al writing a comprenderne i canoni e le regole. «Ben vengano tutte queste iniziative educative conclude Paolo Frizzi, avvocato del Comitato rinascita Torre Vanga L'importante è combattere il vandalismo. Siamo contenti che, sia da parte del Comune che da parte della Provincia ci sia una rinnovata sensibilità sui temi del degrado e della sicurezza che fino a qualche tempo fa venivano sottovalutati».