Parla il supervisor dell'Area cultura dell'evento che parte oggi «Il mio lavoro? Si ispira a Beckett ma citando Sant'Agostino» «Il destino di Ulisse è quello di tornare nella sua Itaca, il mio quello di tornare a Napoli». Agostino Riitano, 41 anni, project manager supervisor Area cultura di Matera 2019, sta per vivere oggi il momento magico dell'inaugurazione della grande kermesse della Capitale Europea della Cultura «con grande emozione e anche con grande commozione». Ma poiché non si sente un cervello in fuga dalla propria terra, dall'area vesuviana che lo ha visto nascere nel 1977 a Torre del Greco, ha già bene in mente il prossimo approdo in cui rendere «l'impossibile possibile», la mission che sta caratterizzando la sua attività ormai da vent'anni. «A Matera, agli esordi del nostro lavoro, tutto appariva un'utopia. Eduardo Galeano scrive: mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Cammino per dieci passi e l'orizzonte si sposta dieci passi più in là. Per quanto io cammini non la raggiungerò mai. A cosa serve l'utopia? Serve proprio a questo: a camminare». Il cammino per arrivare all'inaugurazione di Matera 2019 è stato lungo, cinque anni. Riitano lo ha vissuto tutto perché nel 2014 è stato membro del team della direzione artistica per l'ideazione del programma culturale del dossier di candidatura di Matera a Capitale Europea della Cultura. Un dossier vincente. «Open Future è lo slogan di Matera. Lo sviluppo del programma culturale è stato un continuo ripensamento dei traumi del passato nel rilancio verso il futuro. Concepire l'antichità come una dimensione ricollocabile nel futuro ha implicato il superamento della condizione svantaggiata e ferita del sopravvissuto, nonché la riscoperta orgogliosa della nozione di resistenza, di resilienza. I Sassi sono la bellezza e la colpa. Dal giorno in cui arrivai a Matera per entrare nello staff direttivo, sentii con forza la violenza dialettica tra questi due termini: bellezza e rimprovero, bellezza e colpa». Viscere riportate alla luce, un concetto non nuovo per Riitano che a Napoli aveva già lavorato in un contesto simile. «Il mio viaggio era iniziato, senza che lo sapessi, con il recupero e la valorizzazione delle Catacombe nel Rione Sanità. Nel tessuto urbano, un'impalcatura silenziosa, densa di storie e di avvicendamenti umani, vive come resto di un mondo e, al contempo, come altro mondo». Oggi l'apertura di Matera 2019 con un'inaugurazione segnata dalla presenza di cinquantaquattro bande provenienti dalle Capitali Europee della Cultura e da altri comuni della Basilicata. Un programma sterminato destinato a concludersi il 19 dicembre dopo quarantotto settimane di programmazione. «Dovevamo e volevamo realizzare qualcosa di mai fatto: 330 giorni di attività con 3300 appuntamenti. Sono stati mobilitati centinaia di volontari e di associazioni, tutti i comuni della regione. I progetti sono nati dalla collaborazione tra artisti, collettivi, istituzioni, associazioni locali e un ampio ventaglio di artisti, network e istituzioni europee. Quindi ogni progetto racchiude tre dimensioni: quella locale, quella mediterranea, quella europea». Ma come nasce il manager della cultura Agostino Riitano, come si è formato? «Grazie a Samuel Beckett. Sì, proprio così, attraverso l'esperienza nel teatro; alla mia grande passione per la scena ho accoppiato la mia naturale vocazione alle questioni organizzative, al management culturale. Ho imparato un po' alla volta come poter contemporaneamente citare a memoria Sant'Agostino e gestire un notevole budget». Ecco arrivare così le esperienze con Teatro Nuovo e Galleria Toledo. Nel 2003 fonda Officine Efesti centro di produzione creativa e associazione per la promozione delle arti contemporanee nell'area Euro-Med. Dal 2006 è stato direttore artistico di Eruzioni Festival, Barock, Festival delle Culture Giovani e Trasparenze Festival. Poi tra i cofondatori del Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea (C.Re.S.Co). E si è occupato appunto del management culturale del progetto di co-design del Rione Sanità, sperimentando un approccio mediterraneo allo sviluppo della smart city. Nel biennio 20142015 è stato coordinatore di staff dell'Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli per la predisposizione di una policy strategica per la cultura. «Un rapporto di lavoro importante, alcune cose sono state fatte, altre si possono fare con le istituzioni compagne di viaggio delle giovani realtà culturali locali emerse in questi anni». Esperienze che lo hanno portato anche alla docenza di project management nel Corso di alta formazione in management dei Beni Culturali e Ambientali della Federico II. E alla pubblicazione di «Sud Innovation Patrimonio Culturale, Innovazione Sociale e Nuova Cittadinanza» (Franco Angeli, Milano), un libro che racconta come il Sud sia un laboratorio per nuove forme di cittadinanza culturale e cambiamento sociale. A Matera in questi 330 giorni ci sarà molto spazio dedicato a Napoli. E, soprattutto, «nella logica della co-creazione spiega Riitano con il Teatro San Carlo produrremo la Cavalleria Rusticana, la prima volta di un'opera lirica allestita e performata nei Sassi con protagonista la comunità materana». Un ulteriore esempio di come i cittadini possano essere parte integrante di un grande progetto. Un esempio, insieme con il patrimonio di idee acquisito in questi anni a Matera, di cui Riitano non potrà non tener conto quando tornerà a Napoli, la sua Itaca.