Un museo della Romanità nell'area alpina: se la storia della Valle Camonica comincia da lontano, in età preistorica, è pur vero che durante la fase della romanizzazione conosce un momento di grande cambiamento culturale e sociale. Un processo di graduale trasformazione che lascia segni indelebili: testimonianze, tracce e reperti distribuiti per tutto il territorio che hanno come fulcro Cividate Camuno, l'antica «Civitas camunnorum». È qui che, diretto da Serena Solano, archeologa e funzionaria della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia, ha sede il Museo Archeologico Nazionale di età romana e che adesso si sta preparando a un nuovo importante trasferimento: non solo in termini di spazi, ma anche di nuovi percorsi, che permetteranno una rilettura della storia della romanità, contestualizzandola nell'arco alpino e mettendo in collegamento la Valle Camonica con un contesto territoriale più esteso. «Il 2019 sarà un anno fondamentale per la storia di Cividate Camuno spiega Serena Solano poiché il Museo Nazionale Archeologico verrà trasferito nella nuova sede nel cuore della città romana, con un più facile collegamento con l'area archeologica del foro e il Parco archeologico del Teatro e dell'anfiteatro». Ad accogliere il Museo, attualmente situato all'ingresso del paese in via Roma, sarà entro la prossima primavera l'immobile dell'Incubatore d'Impresa collocato nel centro di Cividate. I lavori di adeguamento e sistemazione architettonica dello stabile sono cominciati nell'ottobre scorso: «Il museo verrà ospitato nell'area del primo e del secondo piano dell'Incubatore sottolinea Serena Solano quadruplicando così gli attuali spazi espostivi e arrivando a occupare circa 1200 mq. Inoltre nel cortile dell'edificio è in corso uno scavo archeologico, per cui anche quest'area esterna apparterrà di fatto al nuovo museo». Istituito nel 1981, il museo vanta tra i numerosi reperti la statua in marmo greco della dea Minerva dal santuario di Breno, il nudo eroico in marmo di Vezza d'Oglio dall'area del foro di Cividate Camuno, oltre ai corredi delle necropoli di Cividate Camuno e del territorio, fra cui preziosi oggetti in oro e argento da Borno, il tesoretto di monete d'oro da Braone e una ricca collezione epigrafica. «Si tratta di uno dei pochi musei archeologici nazionali regionali, l'unico in provincia di Brescia dedicato alla romanità. Nella nuova sede potremo esporre reperti inediti che per ragioni di spazio ora si trovano conservati nei depositi. Verrà presentato il processo di romanizzazione del territorio e l'incontro tra Camuni e Romani come un caso esemplare nel più ampio e variegato quadro alpino». Il progetto del nuovo Museo, promosso dal Polo Museale della Lombardia e dal Comune di Cividate Camuno, condiviso dalla Soprintendenza, prevede che a sostenere i lavori del progetto architettonico sia il Comune, mentre quelli di allestimento, trasferimento dei reperti, inventariazione e restauro, sotto la curatela scientifica di Serena Solano, sono a carico del Polo Museale. «Vorrei che questo museo fosse un luogo vivo, assiduamente frequentato dalla comunità. Un vero e proprio polo culturale della Valle Camonica».