Il rilancio delle torri dimenticate Porta d'ingresso, museo di armi antiche. Ma anche casa e ricovero per gli uccelli che non trovano dove nidificare. Mille vite che si incrociano nella pusterla di Sant'Ambrogio. Appartiene alla struttura difensiva della città, rimessa in piedi dopo che Federico I nel 1162 distrugge il primo tracciato. Attorno al 1167 si decide di ricostruire gli apparati difensivi per tenere lontani i nemici, con ponti e porte in pietra. In Sant'Ambrogio si sceglie di realizzare una struttura a doppio fornice, per dare importanza alla vicina basilica. A partire dal XVI secolo la pusterla scompare dalle carte di Milano: ha perso di importanza. Tant'è che nel 1650 una delle due torri viene comprata e usata come abitazione. Pian piano cresce una selva di edifici attorno alla porta, ma la torre sud, la più alta, rimane sempre visibile. La gemella a nord viene invece in parte demolita. Un altro balzo in avanti, arriviamo agli anni Trenta del Novecento. Il Comune dà il via a una campagna di scavo, oltre alla demolizione delle strutture addossate alla pusterla. L'architetto Gino Chierici prende le redini del restauro. Della porta medievale rimane la torre sud, il pilastro, parte di un arco. Dai lavori emergono anche le fondamenta dell'altra torre e la base di un secondo pilastro. A partire da questi, si rimette in piedi l'antica pusterla utilizzando molti mattoni di recupero delle mura originali. In cima si sceglie di collocare anche un tabernacolo con la statua di Sant'Ambrogio, insieme ai santi Gervasio e Protasio. I fasci littori (siamo in pieno fascismo) verranno invece rimossi a colpi di scalpello con la fine del regime. Nel Dopoguerra subentra l'associazione degli Amatori armi antiche, che ottiene poi la gestione degli spazi. Così la porta difensiva si trasforma in museo della Criminologia e delle armi antiche fino al 2000. Poco dopo, nel 2006, un taglio alle tradizioni del quartiere: il mercatino natalizio degli Oh bej! Oh bej! saluta la pusterla e si trasferisce in piazza Castello. Poi inizia la progettazione della linea blu del metrò e di pari passo i sondaggi sul terreno. Riemergono tracce del passato, tra cui le sepolture davanti alla basilica ritrovate un paio d'anni fa. Nel 2014 viene dato il via libera ai nuovi cantieri per dare una sistemata alle mura. Costo: 400 mila euro finanziati dal vicino parcheggio interrato. L'intervento predispone anche la riduzione delle «buche pontaie» (fatte per sostenere le impalcature), in modo che gli uccelli possano trovare riparo e nidificare. Nonostante le varie riqualificazioni, la pusterla non ritrova prestigio. La nuova uscita del metrò punta anche a ridare luce a questa pagina della storia milanese.