MONTEFIASCONE Nel tratto in località Paoletti a causa dell'asportazione delle grosse pietre poligonali MONTEFIASCONE È ridotta davvero male l'antica strada Cassia, nel tratto che percorre il territorio di Montefiascone, in località «Paoletti». Da tempo, ma il fenomeno si è accentuato in questi ultimi anni, ignoti vandali asportano le grosse pietre poligonali di lava che costituiscono la pavimentazione originaria della consolare romana. Già in più punti la carreggiata risulta danneggiata in maniera irreparabile in quanto, al posto dei blocchi di pietra viva, si sono formati dei veri e propri crateri. Il fenomeno di spoliazione di una testimonianza storica rappresentata dalla millenaria via di comunicazione, non è adeguatamente contrastata da nessuna delle autorità preposte alla sua salvaguardia. Poco ha fatto o sta facendo la Sovrintendenza ai beni archeologici del Lazio per conservare ai posteri questo patrimonio culturale non solo italiano, ma dell'intera umanità. Né il Comune di Montefiascone ha mai valutato appieno la sua importanza e quindi messo in atto i conseguenti accorgimenti necessari alla sua conservazione. E dire che quel tratto di consolare, la cui origine data circa il 180 a.C., era giunta a noi, almeno fino a qualche anno fa, in perfetto stato di conservazione. Soltanto i carabinieri, pur nei limiti di uomini e mezzi, si sono preoccupati quantomeno di controllare la zona con appostamenti diurni e notturni, al fine di arginare il fenomeno di distruzione di queste vestigia dell'antica civiltà romana. Ma la loro meritoria opera non è risolutiva se le autorità preposte non intervengono con una campagna di sensibilizzazione, a cominciare dalle scuole, volta a far comprendere l'importanza che riveste l'antica strada romana non solo per la cultura contemporanea ma anche per quella avvenire. Chi distrugge le proprie radici non ha certo un solido futuro. Ma vediamo brevemente la storia di questa antica strada romana. Intorno al 180 a.C., il censore Lucio Cassio Longino fece costruire una strada lastricata che da Roma conduceva a Firenze. Si distaccava dalla esistente Clodia (225 a.C) all'undicesimo miglio e si dirigeva a Veio, Baccano e Sutri, proseguendo poi verso nord e attraversava Viterbo Montefiascone, Vulsinio (l'antica Bolsena), Cortona ed Arezzo. Nella zona di Viterbo, dove sorgevano stazioni balneari e terme per ristorare i viandanti - come nota lo storico Mario Signorelli - al cinquantesimo miglio della Cassia fu edificato il ponte detto Camillario che prenderà poi il nome dai Santi Valentino ed Ilario che vi furono martirizzati e uccisi La strada voluta da Cassio seguiva il preesistente tracciato etrusco, perlomeno nel tratto da Veio a Montefiascone. Qui sfiorava il tempio di San .Flaviano e si biforcava in direzione sia di Bolsena che di Orvieto. Nel territorio falisco i tratti ancora visibili dell'antica Cassia si trovano in località Paoletti, Poggio della Frusta, Montegallo e Guardata. A riprova dell'originario tracciato etrusco sono state rinvenute, ai suoi lati, diverse tombe etrusche e, in località Turona, vicino a Bolsena, addirittura un castelliere villanoviano.