Un conto sono i direttori di museo in scadenza, un conto sono i direttori andati in pensione, ancora un altro è il caso per esempio di Pompei e di Massimo Osanna. Fa tre esempi il ministro Alberto Bonisoli durante un incontro con la stampa estera. Che, diciamo, di arte, cultura e soprattutto del sito archeologico più importante al mondo vuol sapere eccome. Bonisoli annuncia che per i direttori-manager dei musei arrivati a fine mandato si procederà ad una valutazione dell'operato da parte di una commissione di esperti: «Di fatto hanno un contratto quattro più quattro», scherza il ministro, di fatto abolendo la procedura concorsuale almeno in questi casi. Ché per altri, invece, la vicenda è assai diversa. Il direttore della Reggia di Caserta Mauro Felicori e della direttrice delle Gallerie dell'Accademia Marini, andati in pensione, «non si potranno ripresentare». Mentre per Osanna la questione è ancora differente: «Ha terminato il suo mandato e si può ripresentare al concorso. Per quanto mi risulta si è già prenotato». Effettivamente il bando si è anche chiuso. E per ora l'interim di Pompei lo ha Alfonsina Russo. Oggi saranno resi noti, sito per sito, i dati sulle domande presentate al ministero. Ma sappiamo che in generale sono pervenute 207 candidature singole (significa che il numero può raddoppiare se uno stesso professionista ha presentato domanda per più siti). In lizza sono sei i monumenti in Italia attualmente senza guida: tre di prima fascia e cioé gli scavi archeologici di Pompei, la Reggia di Caserta e la Galleria dell'accademia di Venezia. Tre, invece, di seconda fascia: il sito dei Campi flegrei, dell'Appia antica e il Palazzo Reale di Genova. Molte domande arrivano anche dall'estero come prevista dalla riforma Franceschini. Bonisoli è tornato anche sul numero chiuso nei musei. Al Colosseo, come agli Uffizi e a Pompei un numero chiuso c'è già, nel senso che sono da anni in vigore regole che impediscono ai siti archeologici e ai musei icona di riempirsi oltre il possibile di turisti, ma i numeri sempre in ascesa del turismo, spiega il ministro della cultura Bonisoli, «impongono comunque un ragionamento sui flussi di visitatori. In primis c'è un discorso di sicurezza per visitatori e operatori, questo per noi è fondamentale», dice, «poi c'è la questione dell'usura, con problemi che per esempio in passato si sono verificati nei giardini della Reggia di Caserta». «È chiaro conclude che dobbiamo abituarci a considerare un limite massimo di visitatori, considerando il numero e non solo, come si fa da tempo con il Cenacolo di Leonardo e come stiamo facendo ora, anche se un po' alla buona con il Pantheon, dove abbiamo dei volontari che quando la struttura è troppo piena, chiedono ai turisti che sono fuori di aspettare».