La direttrice del Parco archeologico Alfonsina Russo affronta i problemi legati al grande afflusso turistico Nasce il nuovo «Piano antintrusione e di sicurezza antropica e del patrimonio culturale del Parco archeologico del Colosseo», a fronte di problemi legati per lo più al grande afflusso turistico, alla forte valenza simbolica del monumento più visitato d'Italia, al terrorismo internazionale. «L'obiettivo, spiega la direttrice del parco Alfonsina Russo in completa sintonia col ministro Bonisoli, che di recente ha stanziato 109 milioni per la sicurezza in oltre 300 siti, è quello di innalzare il livello di sicurezza non solo per tutelare i beni ma anche per sviluppare una più ampia politica di valorizzazione di una delle aree più visitate al mondo con la riapertura di monumenti oggi chiusi, possibile proprio tramite un accorto sistema antintrusione e di sicurezza». Per il piano, elaborato d'intesa con i Carabinieri del Nucleo Tpc di Roma e che suddivide l'intero territorio in sei sotto aree con caratteristiche e criticità distinte (Foro Romano, Palatino, Santa Maria Nova, Museo Palatino, Colosseo e Domus Aurea), vengono stanziati 7 milioni di euro, con procedure di gara da avviarsi subito, e che affronteranno le criticità individuate: accessi e flussi di visitatori, punti di possibile intrusione di persone e cose, fruibilità in sicurezza di aree e monumenti, atti vandalici. Si attende ora e con urgenza un piano analogo d'intesa con Roma Capitale per la piazza e le aree esterne, accessi alla metro vecchi e in costruzione compresi. Dal 20 dicembre è aperta al II ordine «Il Colosseo si racconta», esposizione permanente che ripercorre i momenti salienti dell'intera storia del monumento dall'età imperiale fino al Novecento, un progetto scientifico realizzato in collaborazione con l'Istituto Archeologico Germanico di Roma e l'Università degli Studi di Roma Tre, coordinato da Rossella Rea e prodotto da Electa.