Bonisoli: lavoreremo con Farnesina, Bonafede e Carabinieri. La Germania deve collaborare Un'azione congiunta, tra ministero dei Beni culturali, Farnesina e carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico, per avviare un'interlocuzione con la Germania e per cercare di riottenere, attraverso i canali diplomatici, il quadro Vaso di Fiori di Jan van Huysum, rubato da un soldato nazista a Palazzo Pitti nei giorni precedenti la ritirata. La novità arriva direttamente dal ministro Alberto Bonisoli che, ieri pomeriggio, ha presieduto a Roma il comitato istituzionale a cui ha preso parte anche il direttore degli Uffizi Eike Schmidt per fare il punto sulle opere d'arte che appartengono all'Italia e che in diversi periodi storici e per svariati motivi sono state trafugate per poi finire in altri Paesi, nelle mani di privati o in collezioni ed esposizioni museali. Per quanto riguarda le richieste di denaro avanzate dal privato che possiede l'opera, Bonisoli ha spiegato che «in questo momento c'è la Procura di Firenze che si sta occupando di questo ed è giusto che sia un processo che va avanti per la sua strada. A noi interessa stabilire un rapporto di collaborazione molto fruttuoso e molto efficace con la Germania, in modo da poter riprendere qualcosa che, non dimentichiamoci, è stato portato via da alcune truppe tedesche durante la seconda Guerra mondiale. Stiamo parlando di questo, è una restituzione che il nostro Paese si merita di avere». Il ministro ha poi aggiunto che per risolvere la «crisi diplomatica» che riguarda il Vaso di Fiori, coinvolgerà anche il ministro della Giustizia Bonafede a cui chiederà di nominare un osservatore permanente che si occupi esclusivamente di queste questioni: «Spero sempre di risolvere queste situazioni senza toccare l'aspetto giudiziale, ma nel momento in cui ce ne fosse bisogno avremo la partecipazione anche del Guardasigilli». Nella prima riunione del comitato, ha detto infine il ministro, «ci siamo concentrati su un aspetto in particolare, quello 'di sistema', per cui allargheremo il tavolo. Nella prossima riunione, poi, faremo un piccolo inventario di alcune di queste situazioni che sono più avanzate rispetto ad altre». Infine, Eike Schmidt, ieri sera, ha anticipato che le Gallerie degli Uffizi ora potranno contare su due restauratori in più (che così passano da 3 a 5) vincitori del concorso bandito nel 2016 dal ministero: «Abbiamo fatto tornare dei cervelli in fuga», il commento del direttore.