Il piano di rilancio a Rylands, ex Guggenheim. «Il mio compito non sarà facile» Padova. Snobbati dai turisti che visitano l'adiacente Cappella degli Scrovegni, i Musei civici Eremitani tentano il rilancio con l'asso inglese: Philip Rylands, artefice del successo del museo Guggenheim di Venezia, curerà il nuovo allestimento del polo. Per lui un contratto biennale. «Il mio compito non sarà facile», ha detto presentandosi. Tra le prime mosse allo studio, una sala esclusiva per la Croce di Giotto, pezzo forte, le spiegazioni in inglese e la multimedialità. PADOVA. La notizia era nell'aria da tempo, tanto che il Corriere del Veneto l'aveva anticipata sette mesi fa. E ieri, limati gli ultimi dettagli relativi al contratto (due anni di collaborazione retribuiti con un totale di 20 mila euro), è arrivata la conferma. Philip Rylands riparte da Padova e diventa consulente del Comune per curare il nuovo allestimento dei Musei Civici Eremitani, il polo che si trova a due passi dalla Cappella degli Scrovegni. La partnership tra Palazzo Moroni e l'ex direttore della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, carica da cui si è dimesso a giugno 2017 dopo ben 38 anni di servizio, è stata appunto ufficializzata ieri dal sindaco Sergio Giordani, dall'assessore cittadino alla Cultura, Andrea Colasio, e dallo stesso manager 68enne nato a Londra ma ormai veneziano d'adozione. Il rapporto tra il Comune e Rylands, che sarà affiancato non solo dalla caposettore alla Cultura, Federica Franzoso, ma anche dalle conservatrici Francesca Veronese ed Elisabetta Gastaldi, durerà fino a dicembre 2020 e riguarderà come detto il restyling del complesso degli Eremitani, dove sono raggruppati il Museo Archeologico, il Museo d'Arte Medievale e Moderna e il Museo delle Arti Applicate. L'ultimo allestimento, ad opera dell'ex direttore dei Musei Civici, Davide Banzato (appena andato in pensione), risale addirittura al 1985. Tra i primi obiettivi del neo consulente, c'è quello di riservare una sala soltanto per la Croce di Giotto, nota pure come il Crocefisso di Padova: si tratta, nel dettaglio, di una croce sagomata a tempera e oro su tavola di pioppo, alta quasi due metri e mezzo e realizzata dal genio fiorentino della pittura intorno al 1300. «Sono onorato di essere qui ha sorriso ieri Rylands Anche se so che il mio lavoro non sarà facile, perché l'allestimento, per un museo, è la cosa più importante». Giordani e Colasio, invece, hanno confessato: «Un anno e mezzo fa, subito dopo aver saputo che il dottor Rylands era libero, ci siamo subito messi in contatto con lui, perché eravamo certi che fosse l'uomo giusto su cui puntare per rilanciare gli Eremitani. I nostri Musei Civici sono bellissimi hanno appuntato i due Ma la maggior parte dei turisti, attratta dallo splendore della vicina Cappella degli Scrovegni, nemmeno ci entra. E questo è un vero peccato». Nell'anno che si è appena concluso, ha poi fatto sapere l'assessore alla Cultura, «le persone che hanno fatto il biglietto per il complesso Scrovegni-Eremitani-Palazzo Zuckermann sono state quasi 350 mila, ma molte di queste si sono limitate a visitare la Cappella». Al di là dei numeri, comunque, il rinnovo dell'allestimento dei Musei Civici a cura di Rylands consisterà, per cominciare, in una nuova gerarchia delle opere esposte e nella traduzione in inglese di tutti i pannelli informativi: «Le sale degli Eremitani ha spiegato lo stesso manager d'origine londinese devono diventare più multimediali, più confortevoli e più leggibili». Rylands, entro la prossima estate, svilupperà un progetto scientifico, completo ovviamente di piano economico-finanziario. Un progetto che, per trasformarsi in realtà, potrebbe comportare la chiusura parziale dei Musei Civici per qualche mese.