Sul piatto anche la proroga degli incentivi sulle ristrutturazioni Potrebbe essere la proroga a tutto il 2006 degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni edilizie la prima misura della Finanziaria per l'anno prossimo. Il governo, dopo la pausa estiva, si appresta a riprendere l'esame del dossier della manovra e oggi il ministro del welfare, Roberto Maroni, incontrerà il titolare del dicastero dell'economia, Domenico siniscalco, per discutere delle risorse da stanziare per il decollo della previdenza integrativa e dei provvedimenti in favore delle pmi. Ma il vero nodo che l'esecutivo dovrà sciogliere è quello dei finanziamenti da destinare alle misure per lo sviluppo. Come appunto la proroga degli incentivi per l'edilizia, l'abbattimento dell'Irap sul costo del lavoro e la riduzione degli oneri impropri a carico delle imprese (esempio, le indennità di maternità), il rilancio degli investimenti in ricerca e innovazione e la realizzazione delle infrastrutture. Siniscalco, a metà agosto, in risposta alle ipotesi di una manovra dell'ordine di 25-30 miliardi di euro, aveva delineato un intervento di circa 17,5 miliardi, tra provvedimenti (11,5 miliardi) per contenere il deficit 2006 al 3,8 del pil e misure (6 miliardi) per accelerare la crescita dell'economia. Ma la sortita del titolare del dicastero di via XX Settembre ha avuto l'effetto di una frustata, perché subito dalla maggioranza è partita una bordata di no nei confronti di un intervento definito poco coraggioso' dal consigliere economico di palazzo Chigi, Renato Brunetta. Così, i tecnici del ministero di via XX Settembre hanno cominciato a scandagliare i conti pubblici in cerca di risorse da destinare al rilancio dell'economia. E sono fiorite le ipotesi più varie, a cominciare dall'idea di introdurre misure una tantum per finanziare con gettito per così dire straordinario interventi di spesa altrettanto straordinari, come per esempio la realizzazione di opere pubbliche. Un'idea cui Siniscalco non si era dichiarato contrario nel mese di luglio, cioè in occasione del dibattito parlamentare sul Documento di programmazione economica e finanziaria 2006-2009. Ma tornata di attualità sotto forma di un'estensione del condono fiscale ai redditi del 2003 già definita inaccettabile dal titolare del dicastero dell'economia. Nella maggioranza di centro-destra, però, l'ipotesi di una nuova sanatoria non è stata riposta nel cassetto. Anzi, sono stati molti gli esponenti della Casa delle libertà a prospettare emendamenti alla prossima Finanziaria se il governo non inserirà tra i provvedimenti un nuovo condono. I nodi politici e tecnici da sciogliere, del resto, non si esauriscono certo con il possibile perdono fiscale. In ballo c'è anche il riordino della tassazione delle rendite finanziarie, con l'inasprimento dal 12,50 al 23 dell'aliquota più bassa e la riduzione dal 27 al 23 di quella più alta, che colpisce gli interessi sui depositi bancari. L'ipotesi,sostenuta dal ministro delle politiche agricole Gianni Alemanno (che ha annunciato una proposta di An che escluderà però i titoli di stato), dall'Udc e da altri esponenti di maggioranza, oltre che dall'opposizione, ha però incontrato ostacoli in Forza Italia e Lega Nord. E lo stesso Siniscalco, preoccupato per gli effetti negativi della nuova tassazione sul servizio del debito pubblico, si è dichiarato contrario a qualsiasi intervento in queste direzione. L'unico provvedimento accettabile, ha chiarito il numero uno del dicastero di via XX Settembre, sarebbe un ritocco del sistema della participation exemption, cioè del meccanismo che esenta dalle tasse la plusvalenza realizzata con la cessione della partecipazione in una società a condizioni che i titoli siano stati detenuti dal venditore per almeno un anno. Un termine che potrebbe essere prolungato per impedire che siano esenti da imposte i grandi guadagni come quelli realizzati dagli immobiliaristi impegnato nelle recenti vicende finanziarie. La partita, però, è tutta da giocare, così come è da giocare la partita sull'intera manovra. Non a caso, il viceministro dell'economia, Giuseppe Vegas, nei giorni scorsi ha spiegato che è inutile fare polemiche su una Finanziaria che ancora non c'è'.