L'Express: tassa bizzarra. Francesi e spagnoli meno critici: città inondata di turisti VENEZIA. «Le nuove tasse trasformeranno Venezia in un parco a tema?», si chiede Chris Haslam, caporedattore della sezione Viaggi del Times , la più prestigiosa testata di Londra. Paragone che fa anche Tobias Jones, giornalista inglese che da anni vive a Parma, in un editoriale sul britannico Guardian . «Le tasse sui turisti non ridurranno i numeri, ma incoraggeranno la sensazione dei turisti di essere in una relazione di sfruttamento finanziario - scrive - Se metti i tornelli agli ingressi delle città (chiaro il riferimento a Venezia che li ha sperimentati la scorsa estate, ndr ), l'autenticità che loro disperatamente cercano sarà rimpiazzata dalla delusione di un parco a tema». La notizia del prossimo contributo di sbarco per i cosiddetti «day-tripper » cioè coloro che vengono a visitare Venezia in giornata, come li chiamano i giornali anglofoni in questi giorni ha fatto il giro del mondo. Molti media si sono limitati a dare la notizia «secca», spesso anche riportando la spiegazione del sindaco Luigi Brugnaro che si tratta di un contributo reso necessario dagli enormi costi per tenere pulita la città invasa dai turisti. Ma tanti hanno preso posizione, spesso in modo negativo. E comunque resta il fatto che saranno da vedere gli effetti della circolazione di questa notizia su chi aveva intenzione di venire in laguna e magari non lo farà più. Ne hanno parlato tutti i siti di turismo e viaggi, a partire dalle guide Lonely planet . La legge di bilancio ha concesso a Venezia di poter applicare il contributo già previsto per le isole minori (tipo Elba o Capri): lì andava da 2,50 a 5 euro, ma lo stesso comma consente di alzare la tassa fino a 10 euro.Sarà il regolamento, da approvare entro fine febbraio per poterla applicare già nel 2019, a stabilire quote, ma anche esenzioni: si parla di studenti, lavoratori, parenti e così via. Quel che è certo è che a pagare saranno i turisti veri, soprattutto gli stranieri. «Con più turisti che residenti, Venezia farà pagare una tassa d'ingresso», scrive lo statunitense Slate . «Sommersa dai turisti, Venezia vuole resuscitare una misura popolare dell'Europa medievale: far pagare un pedaggio», continua l'articolo. E viene in mente il famoso «un fiorino» di Roberto Benigni e Massimo Troisi. «I turisti a Venezia costretti a pagare (scritto in maiuscolo, ndr )», scrive l'Express , che parla di un «nuovo costo-choc» e di una «tassa bizzarra». «Questa nuova legge è l'ultima, e probabilmente la più estrema, misura per gestire i 30 milioni di turisti che la visitano tutti i giorni», secondo la Cnn , uno dei principali network statunitensi e mondiali. «Turisti costretti a pagare 10 euro per entrare a Venezia, perfino se la visitano solo per un giorno», dice il Daily Mail . L'avverbio non è casuale e, fatalità, lo usa anche il Times of India, il principale giornale dell'enorme paese asiatico. «Bisogna pagare una tassa d'ingresso per visitare Venezia perfino per un giorno», titola. Perché ovviamente ne hanno parlato molto i giornali inglesi e americani, ma non solo. «A Venezia, i visitatori giornalieri dovranno fare i conti con una sorta di biglietto d'ingresso in futuro», è l'opinione del tedesco Zeit . Meno critico il francese Le Point secondo il quale «si spera di arginare il turismo di massa di cui soffre», ammettendo che «in effetti vivere a Venezia è divenuto insopportabile per i suoi abitanti». Anche Le Figaro sottolinea che la tassa serve per limitare «l'inondazione di visitatori che la sommergono». Pure in Spagna sembra esserci un approccio diverso da quello anglosassone, come dimostra La Vanguardia : «E' una delle iniziative per provare a mitigare i danni che la massificazione turistica sta causando a Venezia».