Niente da fare per i cinque esperti d'arte bergamaschi che avevano presentato la loro candidatura per la direzione di Brescia Musei. Ieri, dopo l'ultima tornata di colloqui, è stato scelto Stefano Karadjov. Fumata bianca alla Fondazione Brescia Musei. Curricula letti e riletti, candidature discusse e ridiscusse (ne sono arrivate 45) e, ieri sera, alla conclusione dell'ultima tornata di colloqui la comunicazione del prescelto: Stefano Karadjov è il nuovo direttore. Quarantuno anni, laurea in Scienze della comunicazione a Padova dove è anche docente fino ad oggi responsabile del settore mostre, sviluppo commerciale, marketing e fundraising per Civita Tre Venezie. Tra i candidati «eccellenti» che hanno partecipato al bando c'erano anche cinque esperti bergamaschi. Giovanni Carlo Federico Villa, docente di Storia dell'Arte moderna e direttore del Centro di arti visive dell'Università di Bergamo, già coordinatore scientifico delle Scuderie del Quirinale, era forse il papabile con maggiori chances. Ma non ce l'ha fatta. Gli altri esperti bergamaschi che hanno partecipato al bando di Brescia Musei sono Giovanni Valagussa, forte della recente scoperta del Mantegna «dimenticato» nei depositi dell'Accademia Carrara; Paola Tognon, direttrice dei Musei Civici di Livorno, con contratto in scadenza a giugno; Alessandra Pioselli, direttore artistico dell'Accademia di Belle Arti Carrara e, infine, un bergamasco d'adozione: Massimiliano Capella, bresciano, professore di Storia del costume e della moda dell'ateneo cittadino. Nessuno dei cinque candidati bergamaschi è arrivato alla selezione finale di ieri che ha coinvolto, oltre a Stefano Karadjov, Carla Morogallo e Davide Dall'Ombra.