L'episodio che racconto ha dell'incredibile, se penso che siamo nel 2019. E, in fondo, per chi scrive, anche un po' imbarazzante. Sono un giovane professionista romano, non ancora trentenne, che, per motivi di studio ed esigenze di lavoro, si è trasferito da anni a Milano. Con la mia fidanzata e una piccola comitiva di amici, tutti lombardi, abbiamo deciso di festeggiare il capodanno nella Capitale. A rovinare l'ultimo giorno dell'anno non è stata nè la spazzatura, drammaticamente accumulata e nascosta dietro i cassonetti, nè l'assenza cronica dei mezzi pubblici. No, questa volta no. Complice la bella giornata e il cielo terso dell'ultimo giorno dell'anno, ho suggerito di visitare il complesso del Vittoriano, in Piazza Venezia. Non approfittare della visibilità eccezionale, per ammirare la città dalle terrazze panoramiche dell'Altare della Patria, sarebbe stato un peccato. Ci siamo messi in coda all'ora di pranzo, come centinaia di turisti. Peccato che dopo due ore intense di fila, una volta giunti alla cassa abbiamo scoperto che accettavano solo contanti e non alcun tipo di pagamento elettronico. Stupefatti ed estenuati dalla lunga attesa, abbiamo chiesto perchè non fosse stato appeso alcun cartello di avviso, come obbligatorio per qualunque esercizio commerciale. Dopo le nostre richieste di parlare con un responsabile, siamo stati invitati dalla cassiera a liberare rapidamente la fila, come dei turisti indesiderati. Non c'era alcun responsabile con cui parlare. Sconfortati, abbiamo deciso di dirottare verso il Museo del risorgimento, ospitato sempre all'interno del complesso museale. Anche lì solo contanti. È davvero curioso che il ministero dei Beni culturali, che gestisce il complesso del Vittoriano, non sia in grado di ospitare i turisti che usano i pagamenti elettronici. È un biglietto da visita imbarazzante vedere una capitale europea che non si adegua agli obblighi antiriciclaggio, al mondo che cambia. Certo, Roma non è la Svezia, dove i pagamenti in contanti sono ormai pressochè vietati. Però, sarebbe ora di adeguarsi al livello dell'Europa e al resto d'Italia. Con calma, senza fretta. Se deve visitare i musei capitolini, mi raccomando, passi prima dal bancomat.