«Una sorte disgraziata». Tale era per Giuseppe Galasso quella dell'archivio storico municipale di Napoli. Nel luglio del 2016, la sua sede in salita Pontenuovo, fu chiusa per problemi di statica e, anche allora, il Corriere del Mezzogiorno denunciò il rischio grave che correva un patrimonio di valore inestimabile. Lo storico, di cui il 2018 ci ha privati, non fu sorpreso da quell'emergenza: «Non bisogna meravigliarsi purtroppo disse del punto al quale siamo giunti con l'Archivio. Questa è una sciagura annunciata e da tempo si sarebbe dovuto provvedere. Se ora di urgenza, e sperando che non capitino i soliti gravi pasticci degli spostamenti, si vuol pensare a un trasferimento del materiale, converrà comunque farlo in un'unica sede provvisoria. La destinazione finale a San Lorenzo è più che auspicabile e quasi predestinata dal fatto che qui vi trovò posto l'archivio dello Stato civile del Comune. Senza considerare che proprio la torre era una delle sedi dell'antica amministrazione napoletana...». Infine: «È responsabilità del Comune garantire una struttura idonea, sicura e complessiva. L'archivio ha una sorte disgraziata: è stato distrutto da incendi e ha subito varie dispersioni nei primi anni del dopoguerra. La memoria storica della città, cioè una dei sui beni più preziosi, è già molto menomata. Quel poco che ci rimane deve essere considerato, anche per ciò, ancora più importante e non solo per gli studiosi». Parole evidentemente inascoltate.