L'associazione per la memoria attacca. L'appello del Comune: riportatela Marco Cavallarin li conosce uno a uno, i bambini di Selvino. «Quei» bambini. Erano quasi 800, oggi sono una settantina. A settembre 2015, erano tornati tutti, o quasi, tra le stanze del casermone fascista trasformato alla fine della guerra in colonia per gli orfani ebrei. Sciesopoli. In quella occasione, tre anni fa, al parco Vulcano era stato piantato l'albero della memoria. Ieri, la targa apposta dagli ex bambini per ringraziare i selvinesi che «li hanno aiutati a ritornare alla vita», è scomparsa. «Trafugata», denuncia lo stesso Comune di Selvino sulla sua pagina Facebook. «Essendo per noi un simbolo importante precisano dall'amministrazione faremo le dovute denunce presso le forze di polizia. Chiediamo la collaborazione di tutti nell'inviarci segnalazione nel caso venisse avvistata sul territorio oltre che richiedere agli autori di questo sgradevole gesto di riposizionarla». Storico milanese ed esperto di ebraismo, Cavallarin si è appassionato alla vicenda di Sciesopoli e la ragione è semplice: «Fu la più grande operazione di recupero di bambini ebrei dopo la Shoah», ricorda. Dal 2012 collabora per mantenerne viva la memoria. Entro la prossima estate, conta di inaugurare il museo in fase di allestimento nell'ultimo piano del municipio. Volti, testimonianze. Fotografie e documenti. Anche qui, per non dimenticare. Dalla bacheca del Comune di Selvino la notizia della targa arraffata da chissà chi è rimbalzata su quella dedicata a Sciesopoli: «Nello stesso giorno in cui il sindaco di Selvino invita all'incontro con Liliana Segre alla Scala a Milano, a Selvino qualche idiota antisemita ruba la targa dei bambini di Sciesopoli ebraica. Non c'è perdono», il commento. «Che sia consapevole o meno, si qualifica come un gesto antisemita aggiunge Cavallarin . Solo tre ore prima il sindaco, via Facebook, aveva invitato a partecipare all'incontro con Liliana Segre». Come dire: è un tempismo che fa riflettere. «Credo che la popolazione di Selvino non c'entri prosegue lo storico , però è il caso che il Comune prenda provvedimenti. Un'idea potrebbe essere quella, all'apertura delle scuole, di portare gli studenti a visitare l'albero della memoria». E raccontare, un'altra volta, questa incredibile pagina di storia.