Dal 20 gennaio salasso su VeneziaUnica: 100 euro per chi abita fuori regione VENEZIA. Disponibili all'intesa anche se la cautela è d'obbligo, considerando che molte questioni rimangono aperte. Le compagnie di crociera aprono alla tassa di sbarco che però rischia di essere già dimezzata o quasi visto che Venezia è home port e il traffico di transito rappresenta solo il 13 per cento. Questo significa che molti dei turisti che arrivano o partono dalla Marittima si fermano per qualche giorno in città pagando già la tassa di soggiorno, escludendo così già in partenza il nuovo ticket introdotto dal governo con la Legge di Bilancio. Ecco che il contributo di sbarco non riguarderebbe più un milione e mezzo di crocieristi ma meno, forse solo la metà considerando che nel 2006 Ca' Foscari stimava che il 40 per cento dei passeggeri saliva subito in nave o faceva un giro per la città. Molto dipenderà dal regolamento che adotterà Ca' Farsetti, qualsiasi previsione è prematuro farla anche se il tesoretto secondo le prime stime parte da 20 milioni di euro. La tariffa che potrà essere definita infatti varia da 2,5 a dieci euro, e probabilmente molto dipenderà dalla stagionalità. Fondamentale per le compagnie sarà l'applicazione della misura su tutti i vettori contemporaneamente, quindi non solo sulle navi ma anche sui treni (aspetto per ora complicato) per non creare disparità. Un'altro aspetto su cui gli armatori si stanno interrogando è l'applicazione: tutti i crocieristi pagheranno la tassa di sbarco o solo quelli che decideranno di visitare la città, perché se si verificasse la prima ipotesi le compagnie rischierebbero di diventare da sostituto d'imposta ad «oggetto d'imposta». Tutte domande a cui nessuno ora pare poter dare una risposta. Già la prossima settimana però il sindaco Luigi Brugnaro avrà una riunione di maggioranza per condividere alcuni passaggi, poi a ruota verrà realizzato un gruppo tecnico di approfondimento per poter realizzare una prima bozza da condividere con le categorie e con le altre istituzioni, a partire dalla Regione che ha già collaborato con il Comune ad esempio sulla limitazione di take away e alloggi turistici. Ca' Farsetti punta a usare il contributo sia per pagare gli extra-costi (per esempio i rifiuti) che per regolare gli accessi. Il punto fermo è quello del 28 febbraio: quella è la data entro la quale i Comuni devono aver approvato il bilancio preventivo e Ca' Farsetti, che già lo ha fatto senza contributo di sbarco, dovrà rispettare quella deadline per il nuovo regolamento e soprattutto per la variazione di bilancio. Sarà una corsa contro il tempo perché le difficoltà non mancano: il sindaco dovrà infatti trovare un accordo (potrebbe imporlo ma vuole condividere il piano facendo passare il contributo per «un aiuto alla città» e non per fare cassa) con le categorie, le compagnie di crociera, quelle di trasporto e con Trenitalia e Italo. Intanto slittano gli aumenti sulla Veneziaunica. Dovevano partire dall'inizio di gennaio, ma Avm ha deciso di modificare le tariffe dal giorno 20 in concomitanza con i nuovi abbonamenti. Per i veneziani e per gli abitanti della Città metropolitana non cambierà niente perché se avranno bisogno di cambiare la tessera continueranno a pagare 10 euro i primi, venti i secondi (ci sono anche gli studenti che così vedono dimezzarsi il costo). Le modifiche (salate) ci saranno per tutti gli altri, a partire dai veneti che anziché sborsare 20 euro ne dovranno pagare 40, ma soprattutto per i residenti fuori regione (sono stimate 20 mila tessere all'anno) per cui la tariffa è passata da 50 a cento euro. Un aumento stimato in un milione di euro che andrà soprattutto nelle casse del Comune che ne beneficerà della percentuale maggiore.