Caro Aldo, benvenuto il ticket per Venezia, lo dico da cittadino e albergatore. Ma osservo: 1) non è giusto che i miei clienti come quelli degli altri alberghi la paghino, in quanto da anni sono già gravati dall'Iva sul soggiorno e poi pernottando 2 o 3 notti mangiano, bevono e fanno acquisti, quindi dovrebbero essere esentati. Mi piacerebbe sapere come sono state spese le tasse di soggiorno finora incamerate. 2) I trasporti sono già molto esosi, il vaporetto costa 8 euro a corsa e Actv azienda trasporti chiude in perdita, chissà perché. 3) Tutti questi soldi che entreranno mi chiedo dove andranno a finire, spero non a Mestre o nel Mose: a Mestre sono già stati spesi 120 milioni per il Museo M9, il secondo continua a mangiar soldi da oltre 30 anni e non sarà mai finito. Spero che questi soldi servano invece per pulire i canali e la città, ottimizzare i servizi igienici per i milioni di turisti che arriveranno e che non fermeremo con 2,50 euro o più. Per concludere, Venezia non potrà mai diventare una metropoli che può sopportare questi flussi, è come tanti piccoli gioielli italiani (Capri o Portofino): una cristalliera che può frantumarsi facilmente se non gestita al meglio. Era meglio avere il coraggio, invece, di decidere qualcosa sull'ingresso dei grandi mostri che arrivano ogni sabato per allontanarli dal centro storico. Ma non è stato fatto per una scelta ben precisa di ingordigia da parte dei nostri amministratori. Michele Facchini, Venezia Caro Michele, finora i suoi clienti pagavano la tassa di soggiorno, mentre i turisti di poche ore non pagavano nulla. Il ticket per Venezia mi pare una misura perequativa. Capisco le perplessità, espresse anche da un grande veneziano come Arrigo Cipriani. Ma Venezia è talmente unica che giustifica anche un biglietto d'ingresso. L'importante è che i soldi siano spesi bene. La priorità dovrebbe essere riportare i veneziani in città, o almeno mettere nelle condizioni le giovani coppie abbattendo i costi di restauri e manutenzione di scegliere liberamente se venire o no a Venezia: rinunciando ad avere la macchina sotto casa, ma vivendo un'esperienza estetica e spirituale unica al mondo. Aldo Cazzullo