Il governo federale in campo per recuperare l'opera rubata dai nazisti. In passato altri tentativi BERLINO. Il governo della Germania appoggia la richiesta e gli sforzi della Galleria degli Uffizi di riavere il Vaso di Fiori di Jan van Huysum, il quadro trafugato dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale e attualmente in possesso di una famiglia tedesca. Lo confermano al Corriere fonti della diplomazia federale, senza tuttavia specificare in che modo e in che termini l'esecutivo federale intenda tradurre in pratica il suo sostegno all'appello lanciato da Heike Schmidt. Come risulta dalle nostre ricerche, il capolavoro di van Huysum è una vecchia conoscenza delle autorità tedesche e non solo. È infatti listato nella «Lost Art Datenbank», la banca dati delle opere d'arte rubate, creata dal ministero federale della Cultura. Di più, come abbiamo verificato, il quadro è anche registrato nella «Lost Art database» dell'Interpol, la polizia internazionale. In entrambi i casi esso è catalogato come bene culturale trafugato a causa della guerra. L'attuale location dell'opera tuttavia rimane ignota: si conosce infatti il nome della famiglia che lo possiede, come confermato implicitamente dall'appello del direttore della Galleria fiorentina, ma non in quale delle sue proprietà venga custodita. Un ex ministro tedesco della cultura ci ha confermato che in passato emissari del governo sono stati in contatto con l'avvocato della famiglia, chiedendo la restituzione del quadro, ma senza successo. È presumibile che adesso, sull'onda dell'eco mediatica sollevata dall'appello di Schmidt, ci sarà un nuovo tentativo. Quali saranno gli sviluppi futuri è difficile prevedere. Il direttore degli Uffizi non ha chiarito in che modo il quadro è approvato in mani private. Una questione decisiva, per capire chi ha il potere di decidere della restituzione. Secondo l'avvocato viennese Andreas Cwitkovits, esperto in materia di restituzioni, il diritto tedesco non prevede l'acquisto in buona fede di opere rubate. Quindi in teoria il quadro potrebbe essere semplicemente sequestrato dalle autorità tedesche. Ma il legale ritiene improbabile questa ipotesi estrema, cui in genere si fa ricorso solo nel caso di una vendita imminente o del pericolo di trasporto all'estero. In ogni caso, l'appello alla restituzione di Eike Schimdt e l'eco prodotta un effetto lo hanno già prodotto: il Vaso di Fiori è ormai radioattivo per il mercato. Gli attuali proprietari non possono più venderlo, nessuna casa d'aste lo accetterebbe. A meno che ovviamente la famiglia che lo possiede si rivolga al mercato nero, con tutti i rischi che questo comporterebbe. La posizione di quest'ultima è comunque molto debole. In altri casi di opere rubate dai nazisti, è successo infatti che proprietari attuali ed eredi dei derubati si siano accordati per mettere l'opera all'incanto e dividersi i proventi, da ultimo lo scorso novembre. Ma nel caso del quadro di van Huysum si confrontano un privato e una istituzione pubblica, gli Uffizi appunto, che rivendica l'olio come sua diretta proprietà rubata. Come dire che non ci sono soluzioni di compromesso. Il Vaso di Fiori va restituito al legittimo proprietario senza condizioni.