Renzi: «Una battaglia sacrosanta» «Siate eroi, ridateci il quadro» Schmidt alle tv e radio tedesche parla agli eredi del soldato nazista che rubò l'opera. Da RaiUno fino ai microfoni di radio e tv tedesche. Dopo il pressing di Capodanno su Berlino per la restituzione del quadro rubato dai nazisti a Palazzo Pitti, ieri Eike Schmidt si è rivolto ai famigliari del soldato predone. «Diventate degli eroi, riportate il quadro a Firenze, dove potrete sempre tornare a vederlo insieme a visitatori di ogni parte del mondo». Sono queste le parole che il direttore Eike Schmidt ha ripetuto più volte nella giornata di ieri alle radio, anche nella sua lingua, il tedesco. Senza filtri, così che il messaggio arrivasse chiaro ai destinatari, gli attuali proprietari del «Vaso di fiori» di Jan van Huysum, il quadro di Palazzo Pitti trafugato dai nazisti durante la seconda guerra mondiale e che sarebbero, come emerso dalle indagini della Procura fiorentina, proprio i famigliari del soldato responsabile del furto. Così, dopo l'appello fatto alla Germania il primo dell'anno, perché l'opera fosse restituita e perché le istituzioni lavorassero per abolire la prescrizione sui furti di capolavori da parte del Reich. «Ho passato l'intera giornata al telefono con i media, anche quelli tedeschi racconta Schmidt spero serva per convincere queste persone a cambiare atteggiamento. Ancora non ho avuto riscontri diretti dalle istituzioni, ma è ancora presto, la notizia sta raggiungendo Berlino in queste ore, se ci sarà una risposta nei prossimi giorni sarà un grande successo». Così, nell'attesa, Schmidt ha appunto deciso di guardare virtualmente negli occhi quelle persone che hanno in casa il capolavoro di cui da ieri, chi visita Palazzo Pitti, può vedere la foto con su la scritta «RUBATO» a caratteri cubitali. «Riflettano sulla loro posizione morale ha detto anche a La vita in diretta su Raiuno Hanno avuto questo quadro senza averne alcun diritto, e nessun pubblico, nemmeno quello tedesco, può vederlo, lo riportino anziché continuare a perpetrare questo furto». E se Schmidt parla, sibillino, di «diplomazia culturale che va avanti da tempo sul caso», ma non vuole dire altro in merito a una vicenda che ha un risvolto giudiziario in corso, Roma sarebbe già coinvolta in un filo diretto con Berlino. Sul fronte politico il senatore Pd Matteo Renzi parla su Facebook di una «giusta richiesta del direttore degli Uffizi. A me sembra un'iniziativa sacrosanta. Bravo Direttore» e aggiunge: «Prima o poi tutti capiranno che il linguaggio della cultura è universale e parla al mondo, indipendentemente dal passaporto che si ha in tasca». Mentre il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, prende carta e penna e scrive al presidente del Bundesrat, organo rappresentativo dei Landern tedeschi, Daniel Gunther per fare suo l'appello: «Un appello dice al buon senso mosso dall'amore per l'arte».