Prima la premessa: «Un obolo a Venezia deve essere lasciato, la massa di turisti apre il problema della pulizia, del rispetto dell'ambiente e di tutto quello che sappiamo». Poi la richiesta: «Spero sia minimale per permettere a tutti di visitare Venezia. E i veneti non possono pagare la tassa». VENEZIA. Prima la premessa: «Un obolo a Venezia deve essere lasciato, anche perché la massa di turisti che arriva è importante e quindi c'è il tema della pulizia, del rispetto dell'ambiente e di tutto quello che sappiamo». Poi la richiesta: «Spero sia minimale per permettere a tutti di visitare Venezia e non si discute: i veneti non possono pagare la tassa». Il governatore Luca Zaia frena già qualsiasi ipotesi del sindaco Luigi Brugnaro di ampliare la platea del contributo di sbarco, inserito per Venezia dal governo nella legge di bilancio. «In questo momento è prematuro dire qualsiasi cosa, ma il sindaco ha già detto chiaramente che ci sarà un confronto con le altre istituzioni», dice l'assessore al Bilancio Michele Zuin. In realtà Ca' Farsetti ha già in mente alcune deroghe anche se fondamentale sarà conoscere quante persone arrivano in laguna ogni giorno. Potrebbe quindi essere realizzata una sorta di «carta Venezia» virtuale per i veneti, che pur non pagando dovranno però fornire le proprie «coordinate». Perché l'obiettivo è di arrivare entro qualche anno alla prenotazione obbligatoria della visita in modo da dare la possibilità al Comune e ad AvmActv di istituire servizi mirati nelle ore di afflusso più alto. Per ora Venezia partirà dalle crociere e dai granturismo, i più facili da intercettare, poi arriveranno anche i treni. Già la prossima settimana il sindaco avrà una riunione di maggioranza per condividere alcuni passaggi, poi a ruota verrà realizzato un gruppo tecnico di approfondimento con esperti per poter realizzare una prima bozza da condividere con le categorie e con le altre istituzioni, a partire dalla Regione che ha già collaborato con il Comune ad esempio sulla limitazione di take away e alloggi turistici. Il punto fermo è quello del 28 febbraio: quella è la data entro la quale i Comuni devono aver approvato il bilancio preventivo e Ca' Farsetti, che già lo ha fatto senza contributo di sbarco, dovrà rispettare quella deadline per il nuovo regolamento e soprattutto per la variazione di bilancio. Sarà una corsa contro il tempo perché le difficoltà non mancano: il sindaco dovrà infatti trovare un accordo (potrebbe imporlo ma vuole condividere il piano facendo passare il contributo per «un aiuto alla città» e non per fare cassa) con le categorie, le compagnie di crociera, quelle di trasporto e con Trenitalia e Italo. «Finalmente avremo i numeri esatti di chi arriva in città», dicono a Ca' Farsetti. Potrebbe essere la svolta perché i servizi sul Canal Grande potrebbero essere mirati e si arriverebbe gradualmente ad una sorta di prenotazione con tassa (il provvedimento votato dal Parlamento parla di un contributo dai 2,5 ai 10 euro) più alta a seconda della stagionalità e quindi dell'afflusso. Comunque Luigi Brugnaro, che ha già detto di voler cominciare tra la primavera e l'estate, ha intenzione di fare un provvedimento equilibrato, anche dal punto di vista economico. «Mi metto nei panni di una famiglia magari poco abbiente, che ha diritto di mostrare Venezia ai bimbi e non può certo lasciare 50 o 60 euro di tassa ha incalzato ieri il presidente del Veneto Luca Zaia ma sono certo che il sindaco, che è attento a questi temi, troverà una soluzione». Di sicuro almeno all'inizio, il provvedimento sarà sperimentale e potrà essere modificato o ritoccato qualora venissero riscontrate difficoltà. Con il ticket verranno dati alcuni servizi ai turisti con l'obiettivo di rendere la visita «smart» e interattiva.