Un risotto romantico All'estero i ristoranti di livello nei musei sono una presenza collaudata già da tempo, e Milano, che sta diventando sempre più internazionale, si sta adeguando. Come testimonia anche la recente apertura di Voce, locale firmato da Aimo e Nadia all'interno delle Gallerie d'Italia in Piazza Scala. Ristorante ma anche caffetteria e libreria: «Voce è un luogo di arte, cultura e cibo perché questo fa parte della nostra identità da sempre», racconta Stefania Moroni, figlia di Aimo e Nadia. «Con questo spazio diamo voce a un nuovo progetto che ha dentro tutti questi mondi: qualità, eccellenza, italianità». I piatti, come il risotto barbabietola, burrata, limone, che già si preannuncia come una delle specialità della casa, sono stati tutti creati ad hoc. Raccontano i due chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani: «La cucina è italiana, semplice ma complessa insieme. Per integrarci meglio con lo spirito del luogo abbiamo anche ideato un menu dedicato alla mostra in corso sul Romanticismo che culmina con un bacio al caramello con soffi di sale e liquirizia in omaggio a L'ultimo bacio di Hayez». Per mangiare da Voce si spendono 55 euro, bevande escluse, e c'è anche un menu ridotto per i bambini. Lo spazio d'atmosfera novecentesca, di eleganza tipicamente milanese, è firmato dall'architetto Michele De Lucchi. Tra le novità anche il Caffè Fernanda alla Pinacoteca di Brera, pensato come parte integrante del museo, che espone opere d'arte della collezione come la Conversione del Duca d'Aquitania di Pietro Damini (1619) che domina il bancone: e in primavera dovrebbe aprire anche il ristorante. Per provare la cucina di Enrico Bartolini al Mudec (2 stelle Michelin) bisogna prenotare per tempo perché i tavoli sono richiestissimi. Racconta lo chef: «Lo spazio al terzo piano del museo ha, a mio avviso, la dimensione e la collocazione ideale per raccontare la nostra idea di cucina e le emozioni che vogliamo trasmettere all'ospite. L'atmosfera contemporanea che pervade tutta la struttura emana una straordinaria energia. Il Mudec è un luogo dove la cultura e l'arte si esprimono senza confini. Un po' come nella cucina: un piatto è spesso il racconto di un pensiero, di un incontro o di un luogo». Vista spettacolare sul nuovo skyline milanese alla Terrazza Triennale dello chef Stefano Cervani, mentre la Fondazione Prada dopo il Bar Luce, firmato dal regista Wes Anderson, ha aperto un bar e ristorante anche al sesto e settimo piano della nuova torre con esposizioni di opere d'arte e oggetti di design. All'interno del Museo del Novecento, per raggiungere Giacomo Arengario si passa davanti al Quarto Stato di Giuseppe Pelizza da Volpedo: qui si può gustare un'ottima cotoletta alla milanese ai tavoli che si affacciano proprio sul Duomo, mentre per l'aperitivo è stato creato un cocktail dedicato a Picasso, in occasione della rassegna in corso a Palazzo Reale. E chi mostra il biglietto d'ingresso all'esposizione ha diritto al 10 di sconto su una consumazione a scelta, come anche al Giacomo Caffè di Palazzo Reale. Per finire, atmosfera d'altri tempi, e molto chic, al Lùbar alla Gam dove gustare specialità tipiche siciliane.