Le motivazioni della Cassazione. Bonisoli: «Governo in campo per il rientro in Italia» Acquistando la statua in bronzo dell'atleta vittorioso di Lisippo il Getty Museum ha agito con«inspiegabile e ingiustificabile leggerezza». Lo scrive la Cassazione nelle motivazioni di conferma della confisca della statua che fanno seguito all'udienza a porte chiuse dello scorso 30 novembre. Al museo americano la Cassazione imputa l'aver proceduto all'acquisto basandosi su pareri sulla sua lecita provenienza espressi solo dai consulenti del venditore nonostante «l'autorevolissimo partner» che aveva affiancato il Getty nella trattativa, il Metropolitan di New York, si fosse sfilato dall'acquisizione nutrendo «perplessità». Il tribunale ha respinto così il ricorso del Getty contro l'ordinanza emessa dai giudici di Pesaro nel giugno 2018 dopo un contenzioso durato anni. «Le motivazioni della Cassazione sono chiare. Il Getty ne prenda atto e restituisca l'Atleta all'Italia. Il governo si sta già attivando perché questa importante testimonianza del nostro patrimonio culturale torni nel nostro Paese»: così il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, ha commentato su Twitter la vicenda. La statua era arrivata negli Stati Uniti nel 1977. Dopo un periodo a Boston e Denver, era stata trasferita al Getty di Malibù, in California, dove ancora si trova.