PISA. Con le ruspe bisogna saperci fare. Sono oggetti pericolosi, ci vuole la massima cautela. Non a caso occorre per legge una patente speciale per manovrarli. Altrimenti, si può far danni e si rischia di demolire anche quanto di buono c'è. È forse il caso della truppa leghista di Pisa, che rischia, con il sindaco Michele Conti in testa, di far crollare le ultime rovine rimaste in piedi di quell'autentico monumento internazionale che dovrebbe essere ritenuta la Stazione Marconi di Coltano. Nei giorni scorsi, Il Tirreno ha dato notizia del fatto che il piano per salvare la Stazione Marconi dal degrado e rilanciarla degnamente è diventato carta straccia . E per colpa proprio del Comune e della giunta presieduta da Conti. Intracom Telecom, la multinazionale delle telecomunicazioni con sede in Grecia che si era offerta di cofinanziare il recupero dello storico edificio di Coltano, ha ritirato infatti la disponibilità a contribuire con oltre 1,5 milioni di euro al progetto che avrebbe dovuto trasformare la struttura, da tempo abbandonata, in museo e polo di ricerca. Giovedì scorso l'amministratore delegato della multinazionale ha deciso di cancellare l'investimento a fronte di quella che è stata considerata una mancata volontà da parte dell'amministrazione di concretizzare il piano di riqualificazione. Incontri convocati e rinviati all'ultimo minuto e mancate risposte hanno spinto la Intracom a dire addio ad un progetto che avrebbe potuto dare vita ad una vera e propria cittadella delle telecomunicazioni nel nome del premio Nobel per la fisica. A difesa del progetto si schiera ovviamente il Pd, i cui esponenti (in particolare l'ex assessore Andrea Serfogli) erano stati decisivi nell'allacciare i rapporti con Intracom Telecom e nel redigere un progetto di massima. Il gruppo consiliare dei democratici (cone le firme di Olivia Picchi, Matteo Trapani e Maria Antonietta Scognamiglio) ha presentato un'interrogazione urgente alla giunta considerato che il precedente accordo con Intracom Telecom doveva essere firmato entro la fine del 2018 per consentire l'apertura del cantiere nel gennaio 2019. «Preso atto che Intracom Telecom si legge nell'interrogazione ha ritirato la disponibilità accusando il Comune di non essersi presentato agli appuntamenti e di aver interrotto qualunque dialogo e ritenuto che tale investimento avrebbe permesso di riqualificare non solo un manufatto di estremo interesse artistico ma anche uno dei principali luoghi che hanno caratterizzato la storia d'Italia e l'evoluzione delle telecomunicazioni, s'interroga il sindaco e la giunta per conoscere quali sono stati gli accordi e le riunioni disattesi, quali quelli effettivamente avvenuti e quali sono in verità gli effettivi impegni». Da Firenze, dal consiglio regionale, tuona il dem Antonio Mazzeo: «È inaccettabile che per colpa del lassismo del Comune la nostra città rischi di compromettere l'operazione finalizzata al recupero della Stazione Marconi a Coltano. Quella struttura non solo è un pezzo di storia per Pisa ma per tutto il nostro Paese e chiunque riesca a vedere un po' più in là di una ruspa e di una idropulitrice dovrebbe saperlo. Snobbare in questo modo chi è disposto a investire risorse importanti per la valorizzazione e la promozione del nostro territorio non è solo una scelta politicamente miope, ma anche il segnale assai preoccupante di un'amministrazione che ha come unico obiettivo la chiusura in se stessa e il rifiuto per ogni opportunità di crescita».