Spedita una lettera al Comune: «Alcuni retrobottega oscurano le vetrine, nessun controllo sul regolamento approvato» Il regolamento comunale a difesa dei commercianti di Rialto esiste, ma bisogna farlo rispettare. Stavolta è la Soprintendenza in persona, tramite la direttrice, l'architetto Emanuela Carpani, a bacchettare Ca' Farsetti e a chiedere al Comune di «garantire il controllo e il rispetto delle modalità di gestione delle strutture commerciali» dell'area realtina. Il problema è stato messo nero su bianco, di recente, dai commercianti di ruga degli Oresi con le firme di Dusciana Bravura, L'Artistica, Brooksfield, Attombri, Vin del Paron, Off Line, Mud and Water, Le Friulane, Matisse, Ottica Outly. Tra questi, anche Maya Pirona, titolare de L'Artistica, ultima delle trentatré oreficerie che sorgevano, dagli anni Settanta, in ruga degli Oresi. Le vetrine della loro oreficeria, denunciano, sono oscurate dai retrobottega dei negozi che affacciano in campo san Giacometto. Per garantire un minimo di visibilità, questi ultimi dovrebbero rendere trasparenti le pareti che danno sul sottoportico. A oggi, invece, i clienti si affollano soltanto nel lato di campo San Giacometto, quasi senza accorgersi dei settanta metri di vetrine che corrono in parallelo. In effetti, esiste un regolamento comunale proprio per la riqualificazione delle botteghe, approvato dal Comune nel 2015, in cui si parla di «permeabilità visiva». Alcuni rispettano la normativa, molti altri no. E i controlli delle autorità latitano. Così, i negozianti denunciano un crollo di clienti vicino all'80. I lavori di ripavimentazione e risistemazione dell'impianto luci, completati nei mesi scorsi, hanno ridato lustro alle volte affrescate del sottoportico. Da qualche settimana, le luminarie natalizie (costate sui tremila euro e realizzate dai commercianti in collaborazione con Vela) hanno ornato a festa la ruga. Tutti piccoli segnali di una maggior attenzione alle sorti di negozianti e artigiani locali. Ma non basta. «Il recente intervento eseguito dal comune» si legge nella lettera della Soprintendente «ha di fatto concluso il lungo processo di riqualificazione dell'area». Adesso però si ritiene «essenziale garantire la corretta gestione e manutenzione degli spazi», per non vanificare gli impegni sostenuti. La stessa Soprintendenza rileva che, a distanza di un anno dalla fine dei lavori di riqualificazione, molte attività utilizzano l'affaccio sul sottoportico come «magazzino, impedendo di fatto la permeabilità visiva e fisica auspicata». Un uso improprio delle vetrine, che risulta «dequalificante» rispetto all'affaccio sul portico. Con il rischio di «compromettere i risultati faticosamente conseguiti». Per questo la Soprintendenza chiede «all'amministrazione di garantire il controllo e il rispetto della regolarità della modalità di gestione delle strutture commerciali in conformità al regolamento, attraverso un'attenta attività di vigilanza». Intanto domani alle 12 l'assessore ai lavori pubblici Francesca Zaccariotto sarà presente all'inaugurazione della ripavimentazione del sottoportico per un brindisi con i negozianti dell'area.