Appello al ministro Bonisoli di molti dirigenti tra cui i nostri Malnati e Fozzati Con l'accorpamento di tutte le funzioni in un'unica soprintendenza è il caos La «rivolta» degli archeologi italiani che chiedono al ministro dei Beni Alberto Bonisoli il ritorno alle soprintendenze archeologiche autonome abolite dal suo predecessore Dario Francheschini, accorpandole in quelle alle Belle Arti, con risultati definiti «devastanti». E tra i primi firmatari ci sono veneti come Luigi Malnati, già direttore generale delle antichità della regione, oltre che soprintendente archeologico. E Luigi Fozzati, già soprintendente archeologico del Friuli, ma che ha svolto in laguna, da veneziano, buona parte della sua attività precedente, soprattutto per quello che riguarda gli scavi subacquei. Ma con loro, tra gli altri, i già soprintendenti speciali di Roma Adriano La Regina e di Pompei Pietro Giovanni Guzzo. E una lunga fila di ex soprintendenti archeologici: Raffaella Poggiani Keller della Lombardia, Francesco Di Gennaro dell'Abruzzo, Bruno Massabò della Liguria, Maria Luisa Nava della Campania, Annalisa Zarattini della Calabria. Si fanno avanti gli «ex» evidentemente, perché per gli archeologi ancora in servizio uscire allo scoperto è più difficile, per timori di possibili conseguenze. Tra i motivi della protesta, lo smembramento delle Soprintendenze uniche che impediscono ora agli uffici di svolgere il lavoro in modo adeguato. La mancanza di competenze con il nuovo ordinamento. Non essendoci più dirigenti archeologi, che ha comportato solo nell'ultimo anno la diminuzione del 50 per cento degli scavi di archeologia preventiva, perché manca, evidentemente, chi è in grado di farli. Denunciato inoltre lo scollamento delle soprintendenze dai musei e dai principali parchi archeologici, a cominciare dalla destinazione dei reperti provenienti dai nuovi scavi. Le richieste dei dirigenti archeologici firmatari del documento sono chiare e hanno come primo interlocutore appunto il ministro Bonisoli. Ricreare le soprintendenze archeologiche autonome, come erano in precedenza, ripristinando anche la Direzione Generale Archeologia per coordinarle su tutto il territorio. Inoltre, riaccorpare le soprintendenze archeologiche con i musei archeologici e tenete concorsi pubblici con commissioni formate da esperti di archeologia per assegnare la direzione dei più importanti musei e parchi archeologici. Infine, «garantire con regolamenti specifici la qualità, la dignità, i diritti scientifici e le responsabilità degli archeologi professionisti e degli archeologi che operano all'interno delle amministrazioni pubbliche attraverso il possesso dei necessari requisiti universitari». Problemi reali, difficili da ignorare.