Il dipinto è stato trasferito nel capoluogo per la mostra all'Abatellis "Nessuno tocchi Antonello". E' questo lo slogan che ha accompagnato una manifestazione di protesta davanti al museo Bellomo di Siracusa per dire "no" al trasloco dell'Annunciazione a Palermo in occasione della mostra dedicata ad Antonello da Messina a palazzo Abatellis e previsto in queste ore. "Il quadro dice Paolo Giansiracusa, docente e critico d'arte promotore della protesta pacifica è del 1474, traumaticamente trasferito dalla tavola alla tela a causa dell'assoluta inconsistenza strutturale del supporto ligneo. Corroso dall'umidità, sottoposto a continui interventi di manutenzione e restauro, versa in precarie condizioni a causa dei danni subiti nel tempo". Trasferito da Palazzolo Acreide a Siracusa agli inizi del Novecento, ha trovato la sua sede definitiva al Bellomo dove, per difenderlo dalle variazioni igrometriche, è stato prudenzialmente inserito in una teca di vetro. "Più volte richiesto per mostre e fiere - continua Giansiracusa - più volte esposto persino per assemblee di carattere politico, a seguito delle continue e giuste proteste, la Regione siciliana ha emanato qualche anno fa un decreto di inamovibilità che oltre al capolavoro di Antonello comprende anche altre opere di pregio custodite nelle collezioni pubbliche dell'Isola. Gli attuali amministratori, superando le indicazioni del decreto, dichiarando l'opera in perfetta salute, ne chiedono adesso il trasferimento a Palermo e si parla anche di una successiva tappa a Milano. Noi diciamo no". PUBBLICITÀ inRead invented by Teads La protesta si affianca a quella di Messina da cui partirà un altro capolavoro antonelliano. "Si tratta di un evento unico replica l'assessore regionale ai Beni culturali, Sebastiano Tusa e la visione unitaria di opere dello stesso artista permette di coglierne particolari e vivere sensazioni altrimenti impossibili. L'oggettivo disagio che i musei prestatori vivranno nel privarsi per un periodo limitato delle loro opere sarà ampiamente ripagato oltre che alla compensazione prodotta dall'invio di opere che potranno costituire occasione di mostra temporanea che, nel caso di Siracusa, saranno tre pregevoli dipinti di Filippo Paladini, e nel caso di Messina il famoso Trittico Malvagna, ma anche dall'oggettiva promozione che riceveranno i musei di origine ed i territori relativi. Ovviamente lo spostamento delle opere viene effettuato con la più rigida accortezza". Ma la voce di Siracusa non è rimasta inascoltata. "Restiamo contrari ma dall'assessorato regionale abbiamo ottenuto dice Fabio Granata, assessore comunale alla Cultura - l'assicurazione che l'opera tornerà subito dopo la breve mostra palermitana e non andrà, come le altre opere, a Milano".