È un atto d'accusa pesante: « Lavori scadenti, eseguiti in maniera frettolosa » . Parla così uno dei tecnici che ha lavorato al restauro di due monumenti: la statua di San Gaetano ( nella foto a destra) e quella di Armando Diaz. Cinque pagine di verbale nell'ambito dell'inchiesta della Procura su Monumentando, l'accordo di sponsorizzazione tra Comune e una ditta di pubblicità, "Uno Outdoor", iniziato nel 2013: 27 monumenti da riqualificare in cambio della possibilità di sfruttare gli spazi pubblicitari sui ponteggi dei cantieri. Un bando che cercava di ovviare così alla carenza di fondi di Palazzo San Giacomo, aprendo ai privati. Ma le denunce dell'associazione dell'avvocato Gaetano Brancaccio hanno portato prima alla bocciatura del progetto da parte dell'Anticorruzione, poi all'intervento del Tar. E nel frattempo l'indagine della Procura ha già acquisito la testimonianza di Georgios Tsimpouris, natali ad Atene, laureato a Napoli nel 2012 in "Conservazione e restauro dei beni culturali". Si siede l'11 aprile davanti ai finanzieri, dopo le dichiarazioni in video all'associazione Brancaccio rivelate dalla testata on line Stylo24. Conferma le accuse, fa nomi e cognomi, ricostruisce episodi e rivela di aver « inizialmente lavorato a nero». «Quando sono giunto sulla statua di San Gaetano racconta - ho notato che i lavori che già erano stati avviati, erano qualitativamente scadenti, soprattutto per il procedimento di pulitura del rame. I primi lavori effettuati avevano portato alla luce il metallo puro, non rispettando la patina protettrice, azione assolutamente vietata in una fase di pulitura. Circostanza questa rilevata anche in sede di ispezione della Soprintendenza, a cui ho cercato di rimediare con mirato procedimento tecnico». Tsimpouris si alterna 15 giorni sulla statua di San Gaetano e 20 sul cantiere Diaz. Sul lungomare riceve disposizioni di fermarsi coi lavori: «Il restauro non era terminato dice - ma il direttore dei lavori ha insistito affinchè l'impalcatura fosse smontata, condizione che mi ha costretto a lavorare male e a concludere i lavori in maniera frettolosa, contro la mia deontologia professionale». Anche su San Gaetano il restauro termina all'improvviso: « Di fronte alle mie richieste di concedermi qualche giorno in più, in quanto vi era stata anche l'indicazione in tal senso della soprintendenza, il direttore dei lavori mi riferiva che "non se ne fregava nulla", sia della Soprintendenza e sia del Comune». A cosa è dovuta la scarsa qualità dei lavori?, chiede il finanziere al restauratore. « Alla mancata corresponsione risponde il tecnico - da parte della società Uno Outdoor dei fondi necessari all'acquisto dei materiali e al consequenziale salto di alcune fasi determinanti che influenzano la qualità e la durata del restauro » . Ancora: « Ricordo che G. A. ( un altro tecnico, ndr) per completare alcuni lavori è stato costretto a portare sul cantiere le sue attrezzature » . Tsimpouris rivela di « aver ricevuto una somma inferiore a quella che mi sarebbe spettata». Dopo aver preteso che fosse « regolarizzata la mia posizione ho ottenuto un contratto di prova per 5 giorni » . E quando il restauratore si lamenta di essere ancora in credito, gli viene risposto da un altro restauratore che i soldi « mi dovevano essere corrisposti dalla ditta restauratrice che già aveva interrotto i rapporti con la Uno Outdoor e che quindi non li avrei mai ricevuti».