È stato il pallino di Francesco Rutelli che da sindaco fece cominciare i primi scavi. E anche il chiodo fisso, anni dopo, di un altro primo cittadino: Ignazio Marino che per quella causa e per tante altre, andò a caccia di mecenati bussando a quattrini in giro per il mondo. Dopo anni di attesa e intoppi, il sogno di "ricucire" il Foro di Traiano, riprende il via. I lavori, diretti dalla sovraintendenza capitolina ai Beni culturali, dovrebbero infatti ricominciare nella prima metà di dicembre. Sei mesi, o giù di lì, il tempo necessario per vederne la conclusione. La sovraintendenza spiega che «verrà rimosso il tratto iniziale della via Alessandrina, per una lunghezza di 30 metri circa, allo scopo di unificare i due settori del Foro di Traiano rimasti separati dalla strada dopo gli scavi del 1998-2000». A finanziare il cantiere, con un milione di euro, ci ha pensato il ministero della Cultura e del turismo dell'Azerbaijan. L'opera di mecenatismo risale al 2014 quando a palazzo Senatorio c'era Marino. L'allora sindaco, che tra i suoi primi provvedimenti bloccò il passaggio delle auto in via dei Fori imperiali, firmò una convenzione con il presidente azero Ilham Aliyev . Foto, strette di mano all'avvio dei lavori. Ma ci furono numerosi intoppi. Dal sottosuolo ecco sbucare dei cavi per l'illuminazione pubblica. La cosa provoca un primo fermo nel novembre del 2016 e un altro blocco a marzo 2017 quando vengono trovati altri cavi. Il che ha significato dover seguire il lunghissimo iter burocratico: perizia di variante al progetto e gara per la rimozione dei fili. Ma tutto da ieri ha nuovamente preso il via. Una volta finita l'operazione, riprenderà anche l'attività di scavo vero e proprio, probabilmente dalla metà di dicembre. Sempre ai Fori, un altro mecenate che viene dal freddo, potrebbe dare il via a un'altra importante operazione: quella di far risorgere la Basilica Ulpia, grazie all'anastilosi, ovvero la tecnica di innalzamento e ricostruzione delle colonne che costituivano la cosiddetta basilica. A donare un milione e mezzo di euro per questo intervento è Alisher Usmanov, imprenditore russo, nato in Uzbekistan tra i primi quaranta uomini più ricchi al mondo. A intercettarlo, anche in questo caso, fu Marino. Ed è il caso di ricordare come sempre a Usmanov si deve il restauro della sala degli Orazi e dei Curiazi e la fontana dei Dioscuri davanti al Quirinale. "Dopo la mia elezione in Campidoglio - si legge nel blog di Marino quando vidi le condizioni in cui versava la sala degli Orazi e Curiazi, dove il 25 marzo 1957 vennero firmati i trattati che istituirono la Comunità economica europea, pensai che mancava poco al sessantesimo anniversario e non avevamo le risorse per restaurarla. E così, come in altri casi, mi misi alla ricerca di un mecenate che potesse aiutare Roma". Anche il Campidoglio pentastellato è in cerca di cuori generosi. Per questo ha approvato in giunta il nuovo regolamento sulle sponsorizzazioni. Non è ancora operativo però, manca l'ok dell'assemblea Capitolina.