Il Consiglio di Stato dà parere positivo al decreto che cambia le regole del libero accesso domenicale. Ma i magistrati chiedono di valutare l'impatto economico del nuovo regime e criticano il ministero: avreste dovuto sentire gli operatori privati del turismo ROMA - I musei italiani dovranno sottoporre un questionario ai visitatori che entrano senza pagare nelle giornate ad accesso gratuito. Giornate che sono individuate dalla legge (aggiornata dal governo grillino-leghista) oppure decise dai direttori dei musei stessi. La richiesta di presentare un questionario ai visitatori arriva dai magistrati del Consiglio di Stato, chiamati a esprimere un parere sul decreto del ministero dei Beni culturali che modifica il regime degli ingressi gratuiti. I magistrati hanno scoperto, dunque, l'importanza dei "big data". Sottolineano, in altre parole, che il ministero deve raccogliere il maggior numero possibile di informazioni su chi entra nel museo, in modo da scoprire se si tratti di residente o turista, di maggiorenne o minorenne, di uomo o donna. Tutti questi dati aiuteranno il ministero a capire - insistono i magistrati - qual è l'impatto economico della decisione di permettere l'entrata senza biglietto in una determinata domenica invece che in un'altra.