Il Med Net, storico stabilimento di Ostia, non esiste più. Il Comune l'ha demolito dopo che a luglio il titolare, Fabrizio Fumagalli, ha restituito la concessione già decaduta per abusi sulla spiaggia: solo pochi mesi fa, a Report, Fumagalli ripeteva che "gli stabilimenti di Ostia sono tutti in regola". E invece proprio sul lungomuro di Ostia, intreccio di interessi e di business privato che ha portato a cementificare i 12 chilometri del mare di Roma con ben 71 stabilimenti, l'amministrazione grillina si gioca la sua sfida politica. Anche così si spiega la presenza della sindaca Raggi questa mattina a Ostia, con un occhio rivolto alla nube di fumo del Tmb Salario visibile anche dal mare: "E' il primo stabilimento che abbattiamo a Ostia", spiega Raggi mentre si protegge dal freddo pungente sul mare. Negli anni precedenti le ruspe erano state usate contro altri chioschi abusivi tra Ostia e Castelporziano. Al suo fianco il presidente del X municipio Giuliana Di Pillo: "Il Med Net diventerà una spiaggia libera e pubblica, con servizi. Sul resto, stiamo facendo un grande lavoro di analisi su tutte le 71 concessioni". Il Med Net era nato più di dieci anni fa come circolo nautico, in sostanza si era trasformato in un vero e proprio stabilimento costruito con materiali di legno: era di fatto abbandonato e in preda al degrado da oltre un anno, dopo che il Comune nel 2016 ne aveva ordinato lo sgombero, proprio per abusi edilizi sul demanio marittimo; l'ordinanza di demolizione, d'ufficio, è stata firmata a luglio. I lavori di oggi sono la fase finale di un iter avviato due anni e mezzo fa: amministrare Ostia non è mai semplice e infatti in estate il primo bando per affidare i lavori è andato deserto, poi il municipio si è rivolto al circuito di bandi della pubblica amministrazione centrale con una gara ristretta, ma anche qui niente. Alla fine la gara si è ripetuta con modalità aperta a tutti e con un po' di ribasso che ha portato i costi da poco più di 100mila euro a 77mila, è stato possibile trovare una impresa disposta a farsi carico della demolizione. Le prossime continueranno a gennaio. Nell'agenda del municipio c'è l'abbattimento dei chioschi sulle spiagge libere avviato già prima dell'estate: Happy Surf, Spiaggetta e soprattutto Faber beach, le cui strutture sono ormai fatiscenti e in preda al degrado. E poi rimangono in piedi le altre procedure di decadenza avviate dal Comune: su tutte quella delle Dune, di Renato Papagni.