Vicenza ci prova. Il ministero dei Beni culturali ha 50 milioni di euro da distribuire agli enti locali che apriranno nuovi museetti di storia sportiva negli impianti neo-costruiti o di prossima ristrutturazione. Al Palasport potrebbe starci bene una mostra permanente delle glorie cestistiche boriche "in rosa", quelle che per qualche decennio hanno corso sulla linea Portorico-Recoaro-Zolu-Fiorella-Primigi e che ultimamente hanno cercato nuovi fasti sotto la sponsorizzazione della Ferrari Casa. Il Comune - è l'assessore Gianfranco Morsoletto a ricordarlo - sarebbe intenzionato a partecipare alla ripartizione di questa cifra ministeriale "allestendo una rassegna stabile di fotografie, maglie, coppe e cimeli dell'Associazione sportiva Vicenza, una società che fa parte della storia cittadina". Il progetto generale per il restauro del palazzetto era già stato steso, quando i Beni culturali hanno lanciato la loro promozione pro-musei sportivi. «In base ai bando ministeriale ci stiamo facendo avanti anche noi - spiega l'assessore - perché il basRet femminile vicentino ha tutti i titoli per essere ricordato». Contando i titoli in scudetti, sono dodici i vanti di Vicenza. prima del trasferimento a Schio del clou cestistico femminile sotto le insegne Famila. Quarant'anni fa c'era stato il grande ciclo caffè bollicine: quintuplice vittoria della Portorico e della Recoaro nel periodo 1965-1969. Poi negli anni Ottanta c'era stata l'ancora più eccezionale settuplice sequenza marchiata "intimo femminile": Zolu. Fiorella e Primigi prime dal 1982 al 1988 (nella foto le due star Corti n e Poìlin i), in una serio vittoriosa superata soltanto dalla raffica di scudetti della Pool Comense tra il 1991 e il 1999.